Con due distinte ordinanze, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha respinto il ricorso del Comune di Alimena contro la decisione del Tar che aveva sospeso gli atti emanati dal sindaco. Atti con i quali veniva dichiarata la decadenza del Consiglio comunale, impedendo di fatto la surroga dei consiglieri dimissionari e l’insediamento del commissario ad acta nominato dalla Regione.
Il massimo organo amministrativo ha chiarito che la surroga dei consiglieri dimissionari è un atto dovuto e non può essere impedita da manovre dilatorie o ostruzionistiche, comprese quelle legate al mancato raggiungimento del numero legale. Inoltre, Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha respinto anche l’altro appello cautelare del comune, relativo alla vicenda della decadenza del Consiglio comunale. Il passaggio centrale è netto: nell’ordinamento regionale siciliano il sindaco non ha competenza, e nemmeno attribuzioni, per “accertare” la decadenza del Consiglio comunale.
“Ritenuto che l’appello cautelare non appare sorretto da adeguati profili di fumus boni iuris – si legge nelle ordinanze – avuto riguardo alla carenza, nell’ordinamento regionale siciliano degli enti locali, di competenze – e, financo, di attribuzioni – del sindaco volte ad “accertare”, a qualsivoglia titolo e per qualunque effetto, ipotesi di decadenza del consiglio comunale, nella specie peraltro ritenute insussistenti dall’Autorità regionale preposta”.
“In natura dell’atto di surrogazione dei consiglieri dimissionari – continuano i giudici – il quale costituisce un atto dovuto e la cui adozione, in quanto tale, non può essere impedita per effetto di manovre dilatorie od ostruzionistiche – comprese quelle che possono risolversi nel mancato conseguimento del numero legale per la validità delle relative sedute – che paralizzino il regolare svolgimento della vita democratica dell’ente locale e il funzionamento dei suoi organi elettivi”.
Adesso si attende il giudizio di merito, fissato per ottobre. Il Comune di Alimena è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali, per un totale di 2 mila euro. Lo scorso 13 maggio, il Tribunale amministrativo regionale aveva già respinto la nuova richiesta cautelare presentata dal Comune contro il rinnovo dell’incarico al commissario ad acta Giuseppe Petralia. Nelle motivazioni, il Tar aveva parlato di una “sequenza di atti unilaterali del sindaco di Alimena” finalizzati a impedire l’esecuzione del provvedimento regionale di nomina del commissario. Anche in quel caso, il Comune era stato condannato al pagamento di 2 mila euro di spese legali.
Con una seconda ordinanza, nel giudizio promosso dalla Regione contro il Comune, l’organo di giurisdizione ha sospeso gli atti sindacali che impedivano l’insediamento del commissario ad acta. Secondo i giudici, quei provvedimenti apparivano finalizzati a paralizzare il potere sostitutivo della Regione e a bloccare un adempimento previsto dalla legge, ovvero la surroga dei consiglieri comunali. Anche in questo caso il Comune è stato condannato al pagamento delle spese legali, per ulteriori mille euro. Intanto, proprio nella giornata di ieri, il commissario Petralia ha provveduto alla surroga d’ufficio della consigliera Arianna D’Anna.
Sarà invece il Tar a pronunciarsi sulla surroga della consigliera Maddalena Mascellino. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Scrivano, le dimissioni della consigliera, presentate tramite Pec, non si sarebbero perfezionate e pertanto non sarebbero valide. I consiglieri Giovanni Di Gangi, Gino Macaddino e Rosaria Geraci avevano infatti chiesto, in via cautelare, al Tribunale amministrativo regionale di dichiarare il subentro di Salvatore Scelfo e Massimiliano Cipriano al posto dei dimissionari Arianna D’Anna e Maddalena Mascellino. Intanto il consigliere anziano Giovanni Di Gangi ha convocato il Consiglio comunale per il prossimo 12 giugno.






