Si alza ulteriormente il livello dello scontro politico a Castelbuono. Al centro della nuova polemica c’è la gestione della qualità dell’acqua potabile, vicenda che nelle ultime settimane aveva già alimentato un acceso dibattito in Consiglio comunale e fuori dall’aula. I consiglieri comunali di minoranza Cangelosi, Aquilino, D’Ippolito e Raimondo hanno reso noto di avere appreso dell’esistenza di una denuncia presentata nei loro confronti dal sindaco Mario Cicero, dopo la pubblicazione di un’interrogazione consiliare dedicata ai risultati delle analisi sulla rete idrica comunale. Secondo gli esponenti dell’opposizione, la denuncia rappresenterebbe un tentativo di limitare l’attività ispettiva dei consiglieri comunali. “Abbiamo semplicemente svolto il nostro dovere – affermano – esercitando il controllo previsto dal Testo unico degli enti locali nell’interesse della salute pubblica”.
La minoranza sostiene di avere utilizzato esclusivamente dati ufficiali acquisiti dagli uffici comunali attraverso regolare richiesta di accesso agli atti. In particolare richiama le analisi che avrebbero evidenziato, in alcuni punti della rete, la presenza di batteri coliformi, Escherichia coli e valori elevati di alluminio, sottolineando come tali informazioni, a loro avviso, non sarebbero state rese pubbliche con la necessaria tempestività. I consiglieri ricordano inoltre che il 23 giugno l’Asp ha certificato il rientro dei parametri entro i limiti di legge, circostanza che, secondo la minoranza, confermerebbe l’esistenza di precedenti non conformità. Da qui la richiesta di chiarire perché, tra la consegna delle analisi e il successivo ripristino della normalità, non siano state adottate, secondo la loro ricostruzione, adeguate forme di comunicazione alla cittadinanza. “Siamo sereni – dichiarano – perché dimostreremo di avere agito esclusivamente nell’interesse dei cittadini. Questa vicenda potrà finalmente fare piena luce sulla gestione della risorsa idrica”. Nel lungo comunicato gli esponenti dell’opposizione parlano di un “attacco alla democrazia”, sostenendo che denunciare dei consiglieri comunali per l’esercizio delle proprie prerogative rappresenti un precedente grave. Assicurano infine che continueranno la loro attività di controllo con la stessa determinazione.
Di tutt’altro tenore la replica del sindaco Mario Cicero, che respinge integralmente le accuse e precisa che l’Amministrazione non ha contestato l’interrogazione consiliare in quanto tale. “Non abbiamo presentato una denuncia per l’interrogazione – afferma il primo cittadino – ma per la sua pubblicazione accompagnata da affermazioni false e tendenziose”. Secondo Cicero, la minoranza avrebbe diffuso il documento prima ancora di attendere la risposta ufficiale dell’Amministrazione, creando così confusione e allarme tra i cittadini. Il sindaco sostiene che il problema non riguardi quindi lo strumento dell’interrogazione, ritenuto pienamente legittimo, bensì la scelta di divulgarne il contenuto con ricostruzioni che l’Amministrazione considera non corrispondenti alla realtà.
Nel suo intervento il primo cittadino inserisce inoltre la vicenda in un quadro più ampio di contrapposizione politica, accusando l’opposizione di fare ricorso sistematicamente a esposti e denunce nei confronti dell’Amministrazione comunale. Cicero elenca i numerosi organismi istituzionali ai quali, negli anni, sarebbero stati presentati esposti, dalla Procura della Repubblica all’Anac, dalla Corte dei Conti agli organi ispettivi regionali. “Noi – sostiene – non ci siamo mai presentati come vittime. Ci stiamo semplicemente difendendo nel pieno rispetto delle istituzioni”. Il sindaco annuncia inoltre che nei prossimi mesi renderà pubblici gli esiti delle diverse indagini che hanno interessato l’Amministrazione, ribadendo la convinzione della correttezza del proprio operato.
La vicenda, che intreccia i temi della trasparenza amministrativa, della tutela della salute pubblica e del confronto politico, appare destinata a proseguire anche nelle sedi competenti. Da una parte la minoranza rivendica il diritto-dovere di esercitare il controllo sull’operato dell’Amministrazione; dall’altra il sindaco sostiene di avere il dovere di tutelare l’ente e la comunità da informazioni che ritiene inesatte. Saranno ora gli sviluppi della vicenda a chiarire i diversi profili della controversia.




