Parco delle Madonie, la rarissima farfalla Parnassius Apollo resiste: censiti 40 esemplari

Redazione

Cronaca - Lo studio

Parco delle Madonie, la rarissima farfalla Parnassius Apollo resiste: censiti 40 esemplari
La farfalla vive soltanto tra 1.500 e 1.800 metri di quota, sui pendii rocciosi assolati al di sopra della fascia dei faggi

22 Luglio 2026 - 14:44

C’è una buona notizia per la biodiversità del Parco delle Madonie. La Parnassius apollo siciliae, la rarissima sottospecie siciliana della farfalla Apollo, continua a sopravvivere sulle montagne madonite e il monitoraggio condotto dall’Ente Parco ha restituito un dato incoraggiante: il 10 luglio scorso, lungo i versanti di Monte Carbonara, sono stati osservati circa 40 esemplari, la presenza numericamente più consistente registrata negli ultimi anni. Si tratta di una scoperta di particolare importanza scientifica. La Parnassius apollo siciliae è infatti un autentico relitto glaciale, sopravvissuto esclusivamente sulle Madonie, dove vive l’unica popolazione siciliana della specie e una delle più isolate dell’intero areale europeo. Proprio questo isolamento rende la farfalla particolarmente vulnerabile ai cambiamenti ambientali, tanto da essere inserita tra le specie protette dalle Convenzioni di Berna e di Washington, che ne riconoscono l’elevato valore naturalistico.

Un habitat unico tra le cime delle Madonie

La farfalla vive soltanto tra 1.500 e 1.800 metri di quota, sui pendii rocciosi assolati al di sopra della fascia dei faggi. La sua sopravvivenza dipende dalla presenza di alcune piante della famiglia delle Crassulaceae, in particolare Sedum album e Sedum tenuifolium, che rappresentano l’unica fonte di nutrimento per le larve. Gli adulti compaiono dalla fine di giugno e raggiungono il massimo dello sfarfallamento nelle prime due settimane di luglio, periodo scelto dai ricercatori per effettuare il censimento annuale.

I segnali di regressione

Nonostante il risultato positivo del monitoraggio, gli studiosi evidenziano come la popolazione mostri da tempo segnali di regressione. Tra le principali cause vengono indicati gli effetti del cambiamento climatico e la progressiva riduzione delle piante nutrici, dovuta al pascolamento del daino (Dama dama), che limita la disponibilità di habitat idonei alla specie. Per questo motivo l’Ente Parco delle Madonie ha avviato uno specifico programma di monitoraggio. Nel giugno 2026 i ricercatori hanno censito e mappato la distribuzione delle specie di Sedum, rilevandone una presenza frammentata. Successivamente, nella prima metà di luglio, sono stati effettuati i rilievi sugli esemplari adulti, integrando i dati raccolti sul campo con le più recenti segnalazioni presenti sulla piattaforma iNaturalist.

Il dato più importante degli ultimi anni

Il risultato più significativo è arrivato proprio da Monte Carbonara, dove il 10 luglio sono stati censiti circa 40 esemplari, distribuiti in diversi nuclei. “Si tratta della segnalazione numericamente più consistente degli ultimi anni, a conferma che la popolazione conserva ancora un’importante capacità di sopravvivenza”, spiegano i ricercatori Sara Chiarello, Bruno Massa e Antonio Spinnato, autori dello studio. Nei prossimi mesi le attività proseguiranno con una valutazione quantitativa delle popolazioni di Sedum e con lo studio della possibile realizzazione di piccole aree recintate per proteggere le piante dal pascolamento dei daini. Il presidente dell’Ente Parco delle Madonie, Giuseppe Ferrarello, ha espresso il proprio ringraziamento ai ricercatori per il lavoro svolto, sottolineando come “la conoscenza scientifica rappresenti uno strumento fondamentale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale delle Madonie”.

Altre notizie su madoniepress

Autorizzazione del Tribunale di Termini Imerese N. 239/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana

Condirettore Responsabile Michele Ferraro

redazione@madoniepress.it
Questo sito contribuisce all'audience delle testate giornalistiche edite da Migi Press snc