Ad Alimena un Consiglio comunale durato appena una ventina di minuti e, di fatto, mai entrato nel vivo. Nessuno dei quattordici punti all’ordine del giorno è stato affrontato. Sul tavolo c’erano l’elezione del presidente e del vicepresidente dell’assemblea, ma soprattutto alcuni degli atti più importanti per la vita amministrativa del Comune: Dup, bilancio di previsione 2026-2028, programma triennale delle opere pubbliche, piano delle alienazioni, Tari e altri provvedimenti finanziari. La convocazione straordinaria e urgente, firmata dal consigliere anziano Giovanni Di Gangi nella qualità di presidente pro tempore, era fissata per le 22 del 28 agosto. Ma poche ore prima della seduta erano arrivati due nuovi provvedimenti del sindaco Giuseppe Scrivano destinati ad alimentare ulteriormente uno scontro istituzionale che ad Alimena si trascina ormai da mesi.
Con una determinazione sindacale, Scrivano ha disposto la cessazione anticipata con effetto immediato dell’incarico del segretario comunale reggente Valerio Saetta. Nel provvedimento il primo cittadino motiva la decisione con il venir meno dell’“elemento fiduciario” e della “necessaria collaborazione funzionale” fra sindaco e segretario. Sempre il 28 agosto Scrivano ha poi firmato un’ordinanza con cui ha vietato ai consiglieri comunali di trattare i punti relativi all’elezione del presidente e del vicepresidente del Consiglio. Secondo il sindaco, per affrontare quei due argomenti sarebbe stata necessaria la presenza di almeno sei consiglieri, quorum che a suo giudizio non poteva essere raggiunto. Nel provvedimento viene addirittura demandato alla Polizia municipale il compito di identificare eventuali trasgressori e acquisire gli atti per i successivi adempimenti.
Una scelta che assume particolare rilievo alla luce della lunga battaglia istituzionale degli ultimi mesi. Scrivano aveva infatti già tentato di dichiarare decaduto il Consiglio e di impedire l’insediamento del commissario ad acta nominato dalla Regione per procedere alle surroghe. Prima il Tar e poi il Consiglio di Giustizia amministrativa avevano però frenato l’azione del Comune. Il Cga aveva chiarito che nell’ordinamento regionale il sindaco non ha il potere di accertare la decadenza del Consiglio e aveva definito la surroga dei consiglieri dimissionari un atto dovuto. Ed è proprio in questo clima che venerdì sera si è aperto – o, più precisamente, non si è aperto – il nuovo Consiglio comunale.
All’inizio della riunione è emersa immediatamente l’assenza del segretario comunale, del vicesegretario e di diversi responsabili degli uffici. Una situazione giudicata incompatibile con la trattazione di argomenti delicati come il bilancio e gli altri documenti contabili. Nella stessa seduta è stato ricordato che, in caso di impedimento del segretario, per argomenti urgenti le funzioni di verbalizzazione possono essere affidate al componente più giovane del Consiglio; ma la mancanza dei funzionari chiamati a esprimere pareri sugli atti finanziari ha di fatto reso impossibile proseguire.
A spiegare in aula la decisione di interrompere il rapporto con Saetta è stato lo stesso Scrivano. Il sindaco ha riferito di avere trovato il segretario “molto stressato” e ha parlato di ripetute telefonate provenienti dalla Regione. Il primo cittadino ha quindi rivolto accuse pesantissime all’amministrazione regionale, sostenendo l’esistenza di “favoritismi” nei confronti di una parte politica e lamentando quelle che ha definito continue pressioni sui funzionari comunali. Si tratta, naturalmente, di affermazioni del sindaco, che allo stato non risultano accompagnate, nella documentazione a nostra disposizione, da accertamenti esterni che ne confermino il contenuto. Scrivano ha chiamato in causa anche l’attività commissariale e ha chiesto che quanto affermato durante la seduta venisse verbalizzato e, nelle sue parole, valutato anche sul piano giudiziario. “C’è una pressione da parte dell’assessorato mai vista”, è stato il senso dell’intervento del primo cittadino, che ha contestato anche il comportamento tenuto da funzionari regionali nei rapporti con segretario e vicesegretario.
Le dichiarazioni hanno provocato la dura replica dei consiglieri. Nel corso della breve e concitata riunione è stata respinta soprattutto l’idea che il mancato via libera al bilancio possa essere attribuito all’assemblea. I consiglieri hanno ricordato che in più occasioni precedenti non era stato possibile celebrare le sedute e hanno ricondotto alla condotta del sindaco la responsabilità dell’impasse istituzionale. “Non si può passare il messaggio che l’approvazione del bilancio sia una responsabilità dei consiglieri”, è stato affermato in aula. E ancora: il bilancio “non è stato approvato finora non per responsabilità dei consiglieri comunali”. Nel corso dell’intervento è stato ricordato che per sei volte i consiglieri avrebbero trovato chiusa l’aula nonostante convocazioni già effettuate, richiamando inoltre i precedenti provvedimenti sindacali finiti davanti alla giustizia amministrativa.
È questo uno dei punti politici più rilevanti della seduta. Da una parte il sindaco sostiene che il Consiglio non abbia approvato gli atti finanziari; dall’altra i consiglieri ribattono che proprio i ripetuti ostacoli alla celebrazione delle sedute avrebbero impedito all’assemblea di esercitare le proprie funzioni. Uno scontro che venerdì sera è degenerato anche verbalmente, con accuse reciproche e toni molto duri. Alla fine il Consiglio è terminato senza che si arrivasse all’esame di un solo punto. Ed è forse questa l’immagine più plastica dell’intricata crisi istituzionale di Alimena: un ordine del giorno di quattordici punti, compreso il bilancio di previsione, e una seduta che non riesce neppure formalmente a partire.
La vicenda, dunque, si complica ulteriormente. Dopo mesi di ordinanze, ricorsi, commissari, surroghe e pronunce della giustizia amministrativa, il confronto si sposta ora anche sulla revoca del segretario comunale, sulle accuse lanciate dal sindaco alla Regione e sull’ennesimo Consiglio rimasto senza esito. E sullo sfondo resta una domanda che diventa sempre più urgente: quando riuscirà il Comune di Alimena a riportare alla normalità il funzionamento dei propri organi istituzionali?




