Un altro asteroide scoperto nei cieli delle Madonie: il Gal Hassin fa tris in 13 mesi

Redazione

Cronaca - Che scoperta!

Un altro asteroide scoperto nei cieli delle Madonie: il Gal Hassin fa tris in 13 mesi
Si chiama 2026 RL38 ed è il terzo Near-Earth Asteroid (NEA)

16 Settembre 2026 - 13:02

Un piccolo punto luminoso individuato tra migliaia di immagini raccolte nei cieli delle Madonie si è rivelato un nuovo asteroide vicino alla Terra. Si chiama 2026 RL38 ed è il terzo Near-Earth Asteroid (NEA) scoperto in appena 13 mesi dal team del Gal Hassin di Isnello grazie al Wide-field Mufara Telescope, installato a 1.865 metri di quota su Monte Mufara, a Piano Battaglia. La scoperta è stata ufficializzata il 15 settembre dal Minor Planet Center, l’organismo internazionale che raccoglie e verifica le osservazioni dei corpi minori del Sistema Solare. Un risultato che assume un significato particolare nell’anno in cui il Centro internazionale per le Scienze astronomiche delle Madonie celebra il suo decennale.

Le prime immagini dell’asteroide risalgono al 10 settembre. Quella sera il telescopio delle Madonie era impegnato in una sessione di osservazione finalizzata a confermare un debole asteroide Near-Earth individuato la notte precedente da uno dei grandi osservatori statunitensi. L’elevato numero di immagini raccolte ha però spinto il gruppo di ricerca, composto da Alessandro Nastasi, responsabile delle attività di ricerca della Fondazione GAL Hassin e coordinatore delle osservazioni, e Riccardo Furgoni del Polo Universitario Mantovano, ad approfondire l’analisi dei dati. È stato utilizzato un processo di calcolo più complesso del solito, durato un’intera giornata, alla ricerca di eventuali oggetti in movimento non ancora catalogati. Ed è proprio così che il software ha individuato un piccolo punto luminoso che apparentemente non corrispondeva ad alcun asteroide conosciuto.

La sera successiva il Wmt è stato nuovamente puntato verso la porzione di cielo nella quale, sulla base dei primi calcoli, avrebbe dovuto trovarsi l’oggetto. Il nuovo asteroide era lì. Velocità e traiettoria hanno fatto subito ipotizzare che si trattasse di un nuovo Near-Earth Asteroid. Le osservazioni sono state quindi inviate al Minor Planet Center e l’oggetto, inizialmente identificato con la sigla provvisoria WMT0006, è stato segnalato agli altri osservatori. Nel giro di poche ore sono arrivate le conferme da altri telescopi europei. Sono stati però necessari diversi giorni di osservazioni per determinarne con sufficiente precisione l’orbita e arrivare infine alla designazione ufficiale 2026 RL38.

Un asteroide di circa 100 metri

Il nuovo corpo celeste avrebbe dimensioni stimate intorno ai 100 metri. Al momento della prima osservazione, il 10 settembre, si trovava a circa 26 milioni di chilometri dalla Terra. “A differenza dei due precedenti NEA da noi scoperti, 2025 QK3 e 2025 VA3 – spiega Alessandro Nastasi – WMT0006 è stato scoperto a una distanza molto più alta, circa 67 volte la distanza Terra-Luna. Nonostante la sua maggiore dimensione rispetto agli altri due asteroidi, stimata sui 100 metri, aveva quindi una luminosità molto più debole”. Una caratteristica che, insieme alle condizioni meteorologiche non ottimali, ha reso particolarmente difficile seguirne gli spostamenti. La configurazione dell’orbita ha inoltre richiesto diversi giorni di osservazioni prima di consentire una determinazione sufficientemente precisa della traiettoria.

Quella di 2026 RL38 è la terza scoperta del Gal Hassin in poco più di un anno, dopo quelle di 2025 QK3 e 2025 VA3. Una sequenza di risultati che, secondo il centro madonita, segna un cambio di passo anche per la ricerca astronomica italiana dopo circa vent’anni senza scoperte di questo tipo effettuate dal territorio nazionale. “Questa nuova scoperta – sottolinea Riccardo Furgoni – mostra che il sistema funziona, non solo come capacità del WMT in termini di grande campo di vista e profondità, ma anche come strategia e capacità di calcolo. Di fatto, ad oggi, il WMT rappresenta l’unico strumento su tutto il territorio nazionale che permette la scoperta sistematica di nuovi asteroidi vicini alla Terra”.

Nel 2027 arriva anche Flyeye

E Monte Mufara è destinato ad assumere un ruolo ancora più importante nella sorveglianza del cielo. Dal 2027 è prevista l’operatività del Flyeye dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), telescopio a grande campo progettato per il monitoraggio e l’individuazione degli asteroidi Near-Earth. Il nuovo strumento potrà lavorare in sinergia con il Wide-field Mufara Telescope del GAL Hassin. Sulle Madonie potrebbe così prendere forma una rete di telescopi a grande campo dedicata alla sorveglianza spaziale, con Monte Mufara come uno dei punti di riferimento nel Mediterraneo. Un risultato dal forte valore simbolico proprio nell’anno del decennale del GAL Hassin: dieci anni dopo la nascita del centro di Isnello, dalle Madonie arriva la scoperta di un altro piccolo corpo celeste in viaggio nel Sistema Solare.

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