Da Petralia Soprana alla Milano Fashion Week: Corinne Librizzi porta le Madonie in passerella

Redazione

Cronaca - La sfilata

Da Petralia Soprana alla Milano Fashion Week: Corinne Librizzi porta le Madonie in passerella
La giovane stilista è stata selezionata tra i 14 designer dell'Istituto Europeo di Design (IED) protagonisti di “The Process”, il fashion show collettivo

09 Ottobre 2026 - 12:16

Dalle distese di grano delle Madonie alle passerelle della Milano Fashion Week. È il percorso di Corinne Librizzi, 22 anni, cresciuta a Petralia Soprana, che ha portato la sua Sicilia nel cuore della moda internazionale attraverso una collezione ispirata alle tradizioni, ai ricordi familiari e al legame con la propria terra. La giovane stilista è stata selezionata tra i 14 designer dell’Istituto Europeo di Design (IED) protagonisti di “The Process”, il fashion show collettivo presentato durante l’ultima Milano Fashion Week.

Un traguardo importante per Corinne, che dopo il diploma al Liceo Linguistico di Alimena e una breve esperienza lavorativa a Galway, in Irlanda, ha deciso di trasferirsi a Milano per studiare moda. A dicembre concluderà il percorso triennale in Fashion Design allo IED. Ma proprio mentre costruisce il proprio futuro lontano dalla Sicilia, ha scelto di dedicare il suo progetto più importante alle origini madonite.

“Fuitina”, la Sicilia delle radici e delle partenze

La collezione di tesi si chiama “Fuitina”, un nome che richiama una tradizione del passato siciliano, ma che nelle mani della giovane designer assume un significato più ampio: quello della partenza, del coraggio di scegliere e della ricerca della propria strada. “Fuitina vuole esaltare e mettere a fuoco l’importanza di mantenere sempre vive le origini e le memorie, che plasmano ogni individuo rendendolo unico e singolare in un mondo che tende sempre di più a omologare”, racconta Corinne. L’ispirazione nasce anche da una storia ambientata nel 1956, quando una ragazza di nome Grazia scappò di casa per amore di un giovane mezzadro, sfidando la volontà della propria famiglia.

Una vicenda che la stilista mette idealmente in relazione con quella di tanti giovani siciliani che oggi lasciano l’Isola per cercare altrove opportunità di studio e di lavoro: “Così come oggi molti giovani lasciano l’isola per costruire altrove il proprio futuro”, osserva Corinne. La fuga diventa così il filo conduttore di una collezione che racconta il rapporto tra ciò che si lascia e ciò che si porta con sé.

Campi di grano, mandorle e ricami siciliani diventano abiti

Nelle creazioni di Corinne Librizzi riaffiorano immagini familiari a chi conosce il paesaggio delle Madonie: campi di grano dorati, pascoli, mandorle caramellate, ricami tradizionali e intrecci di vimini. Elementi della Sicilia rurale che vengono reinterpretati attraverso materiali, lavorazioni e forme contemporanee, in un dialogo con la dimensione urbana. Particolare attenzione è riservata alle tecniche artigianali. Lo sfilato siciliano, ad esempio, viene reinterpretato attraverso lavorazioni a intaglio che richiamano il pizzo, mentre le frange rappresentano simbolicamente ciò che rimane impigliato durante una fuga: i ricordi, gli affetti e i legami con il passato.

Anche i nodi di lycra e i dettagli ispirati alle mandorle assumono un significato preciso. La sensazione iniziale di peso evocata dai capi rappresenta il carico delle esperienze vissute, che progressivamente si trasforma in una forma di protezione e conforto. Un modo per raccontare come le proprie radici possano accompagnare una persona anche quando decide di andare lontano. “La fuga dalla propria terra non viene vissuta negativamente, ma come un atto di consapevolezza e presa di coscienza – spiega la giovane designer – La collezione racconta così una Sicilia personale, osservata attraverso i miei occhi e ascoltata attraverso le mie esperienze”.

Tre creazioni in passerella alla Milano Fashion Week

Durante il fashion show “The Process”, Corinne ha presentato tre total look della sua collezione di tesi. Ha inoltre partecipato alla realizzazione di due junction look, abiti nati dalla combinazione di creazioni di designer differenti, lavorando con i colleghi Andrea Spinelli, Costanza Barbieri e Giulio Censori. L’evento, con la direzione creativa di Umberto Sannino, Head of Fashion School IED Milano, ha proposto un’interpretazione della moda che supera il tradizionale concetto di sfilata di fine studi. Al centro non soltanto gli abiti finiti, ma anche i processi creativi, la ricerca, la sperimentazione e il confronto tra giovani talenti.

L’incontro con una protagonista di Harper’s Bazaar

Prima della sfilata, Corinne e gli altri designer selezionati hanno avuto anche l’opportunità di partecipare a una speciale sessione di mentorship con Danielle Kwateng, Executive Managing Editor di Harper’s Bazaar US. Un momento di confronto sul valore della creatività, del lavoro artigianale e della collaborazione nel mondo della moda. “In un momento in cui le immagini si producono sempre più rapidamente, torna ad avere valore il sapere artigianale, l’esperienza dei materiali, la responsabilità delle scelte e il tempo necessario per costruire un’idea”, ha sottolineato Kwateng.Per Corinne Librizzi, la partecipazione alla Milano Fashion Week rappresenta una tappa significativa di un percorso ancora agli inizi. Da Petralia Soprana a Milano, passando per Alimena e l’Irlanda, la sua storia racconta quella di una giovane che ha scelto di partire per inseguire una passione, senza recidere il legame con la propria terra. E che, sulle passerelle della moda, ha trovato il modo di trasformare le Madonie in una fonte di ispirazione creativa.

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