Il Tribunale amministrativo regionale ha dichiarato ammissibile il ricorso elettorale della lista “Fare Comunità” e ha disposto una verifica sulle schede elettorali contestate delle elezioni comunali di maggio 2026 a Lascari. Nessun ipotetico ribaltamento alla guida del paese, ovviamente, il sindaco in carica rimane Franco Schittino, il quale aveva ottenuto 1.289 voti contro i 1.207 di Antonio Cesare (con un distacco di 82 voti). Il ricorso in sé, infatti, non contesta in modo diretto la proclamazione immediata del sindaco, bensì ha fatto pervenire sul tavolo dei giudici amministrativi la richiesta di verifica e riconteggio delle schede contestate. Al centro della vicenda c’è il risultato delle elezioni del 24 e 25 maggio 2026, che hanno visto prevalere la lista “Continuità e Innovazione – Franco Schittino sindaco” con 1.228 voti, appena uno in più rispetto ai 1.227 ottenuti dalla lista “Fare Comunità – Cesare sindaco”. A presentare ricorso sono stati tre candidati non eletti di Fare Comunità, Antonella Muffoletto, Pietro Palazzolo ed Enrico Marino, assistiti dagli avvocati Giovanni e Giuseppe Immordino. L’incarico è stato affidato alla Prefettura di Palermo e le operazioni di controllo dovranno concludersi entro 40 giorni. Il Tribunale, inoltre, si riunirà nuovamente nell’udienza pubblica fissata per il 14 gennaio 2027 per valutare gli esiti della verifica e pronunciarsi sul risultato definitivo.
Le anomalie segnalate e la decisione del Tar
A rendere particolarmente significativa l’ordinanza sono le motivazioni con cui i giudici della quinta sezione del Tar, presieduta da Stefano Tenca, hanno disposto gli accertamenti. Secondo quanto riportato nel provvedimento, dalle dichiarazioni dei rappresentanti della lista Fare Comunità, emergono diversi indizi di anomalie nella valutazione e nell’attribuzione dei voti nelle sezioni elettorali 1 e 2. Le contestazioni riguardano schede ben precise, individuabili attraverso i facsimili allegati al ricorso. Ma c’è un ulteriore elemento evidenziato dal Tribunale: alcune delle anomalie segnalate troverebbero parziale conferma anche nelle dichiarazioni dei rappresentanti della lista avversaria, depositate agli atti dal comune di Lascari. Per i giudici si tratta di elementi sufficienti a giustificare un approfondimento istruttorio, soprattutto considerando che anche una minima variazione nell’attribuzione dei voti potrebbe modificare il risultato elettorale. Il Tar, dunque, non ha accertato irregolarità né annullato le elezioni, ma ha ritenuto necessario verificare direttamente le schede contestate prima di pronunciarsi sul ricorso.
Il Consiglio comunale potrebbe cambiare maggioranza
Le possibili conseguenze della verifica sono tutt’altro che marginali. Attualmente la lista collegata al sindaco Schittino dispone di otto consiglieri su dodici, mentre Fare Comunità ne conta quattro. Se, a seguito degli accertamenti, la lista Fare Comunità dovesse risultare prevalente, il riparto dei seggi potrebbe essere modificato. La stessa ordinanza evidenzia che, in questa eventualità, alla lista oggi di minoranza spetterebbero sette consiglieri, anziché quattro. In questo scenario potrebbero entrare in Consiglio comunale proprio i tre candidati che hanno presentato ricorso. Si tratterebbe di un cambiamento significativo degli equilibri politici e della maggioranza numerica all’interno dell’assemblea cittadina. La decisione del Tar, tuttavia, non modifica al momento né la composizione del Consiglio comunale né la posizione del sindaco Franco Schittino, che resta regolarmente in carica. “Il ricorso è un atto di trasparenza e giustizia per accertare, senza alcun dubbio, il vero vincitore delle elezioni – dicono da Fare Comunità – È interesse primario del paese e fondamentale principio democratico che il consiglio comunale nella sua composizione, sia espressione vera del voto popolare. Con grande senso responsabilità e spirito di servizio siamo pronti a fare la nostra parte nell’esclusivo interesse di Lascari”. “Nel pieno rispetto delle istituzioni e dell’operato della magistratura – hanno commentato dall’amministrazione comunale – continueremo a svolgere funzioni nell’interesse della comunità locale, in attesa della decisione finale del tribunale”.




