Il cefaludese Gioacchino Barranco è stato insignito del riconoscimento di “Giovane Talento Serie C”, nell’ambito della prima edizione del “Premio Gianluca Vialli”. La cerimonia si è tenuta al Cinema Fulgor di Rimini per celebrare la memoria e i valori del campione. Difensore centrale, ma all’occorrenza anche terzino o braccetto, il suo è un percorso di crescita costante, costruito passo dopo passo tra Palermo, Torino e ora Pesaro. Uno dei suoi punti di forza è la duttilità, un jolly difensivo capace di ricoprire più ruoli. Arrivato nel settore giovanile del Palermo con l’Under 15, ha compiuto l’intera trafila fino alla Primavera 2. Anni fondamentali, come lui stesso racconta, non solo per la formazione tecnica, ma anche per quella umana.
“Palermo è stata una tappa importante per la mia crescita – spiega il classe 2007 – sia come calciatore che come persona, perché mi ha permesso di maturare e di confrontarmi con un livello sempre più alto”. Nella stagione 2025/26 la svolta: il passaggio al Torino e il salto in Primavera 1, il massimo campionato giovanile italiano. Un banco di prova di alto livello, che gli ha permesso di misurarsi con le migliori Academy d’Italia. A gennaio, però, la chiamata che cambia tutto: la Vis Pesaro lo acquista a titolo definitivo e gli apre le porte del calcio professionistico. “E’ stato un passaggio importante – continua Gioacchino Barranco – nuove sfide e un modo differente di vivere il calcio, sono ripartito con tanta voglia di continuare il mio percorso e dimostrare il mio valore”.
Poi, un altro passaggio. La Juve Stabia, infatti, comunica l’acquisto a titolo definitivo con un contratto fino al 30 giugno 2030. Il trasferimento cambia la titolarità delle prestazioni, ma non interrompe immediatamente il rapporto con la società marchigiana. Il pilastro difensivo prosegue alla Vis Pesaro in prestito. “Per il futuro preferisco concentrarmi sul lavoro quotidiano – prosegue l’atleta madonita – penso che siano l’impegno, la costanza e i sacrifici a fare la differenza nel lungo periodo. Naturalmente ho ambizioni importanti e voglio provare ad arrivare il più lontano possibile, sono consapevole che ogni passo va conquistato sul campo, giorno dopo giorno. Sono felice della strada fatta finora, ma so che questo è soltanto l’inizio. Voglio continuare a lavorare con umiltà, passione e determinazione, cercando di trasformare ogni esperienza in un’occasione per crescere e togliermi nuove soddisfazioni”.
Cos’è il “Premio Gianluca Vialli”?
Il “Premio Gianluca Vialli” è un riconoscimento sportivo e culturale istituito per onorare la memoria di Gianluca Vialli, l’amato calciatore, allenatore e dirigente scomparso nel gennaio del 2023. La prima edizione si è svolta a Rimini, coinvolgendo molti ex compagni di squadra, amici e grandi campioni. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi ex compagni di squadra della Sampdoria e della Juventus, tra cui Gianluca Pagliuca, Angelo Di Livio e Dario Bonetti. Tra i premiati, anche il commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini, Pio Esposito e Fabrizio Ravanelli.
“Ricevere il premio è stata una grande emozione e un motivo di orgoglio – sottolinea Gioacchino Barranco – si tratta di un riconoscimento che porta con sé un significato speciale, anche per le figure importanti del calcio italiano che sono state premiate in questa occasione. Essere parte di un contesto del genere è una soddisfazione che mi spinge a continuare a lavorare con ancora più entusiasmo e determinazione. Credo che ogni riconoscimento debba essere vissuto non come un punto di arrivo, ma come uno stimolo a fare meglio. Nel calcio non si smette mai di imparare e so di avere ancora tanta strada da fare. I miei obiettivi sono quelli di crescere quotidianamente, migliorare sotto ogni aspetto e ritagliarmi sempre più spazio, cercando di aiutare la squadra a raggiungere i propri traguardi. Voglio affrontare ogni opportunità con la giusta mentalità, mantenendo sempre la fame e la voglia di migliorarmi”.
“Tengo a ringraziare la mia famiglia – conclude il difensore – che mi ha sostenuto durante il percorso, tutti gli allenatori che mi hanno aiutato a crescere, i compagni con cui ho condiviso le diverse esperienze e tutte le persone che hanno creduto in me. Ognuno ha lasciato qualcosa nel mio percorso e mi ha aiutato a diventare il calciatore e la persona che sono oggi”.




