Un vero e proprio terremoto amministrativo scuote la Fondazione Istituto Giglio di Cefalù. Nel giro di poche ore, tre dei quattro componenti del Consiglio di amministrazione hanno rassegnato le dimissioni, determinando la decadenza dell’intero organo di governo di uno dei più importanti presidi ospedalieri della provincia di Palermo. Una vicenda che apre interrogativi sul futuro della governance della struttura sanitaria e che, secondo le ricostruzioni della stampa regionale, potrebbe nascondere una più ampia partita politica legata alle nomine della Regione Siciliana.
A intervenire con parole particolarmente nette è il sindaco di Cefalù, Daniele Tumminello, che attraverso un videomessaggio rivolto ai cittadini ha espresso preoccupazione per quanto accaduto, invitando il presidente della Regione Renato Schifani a mettere al centro delle prossime scelte esclusivamente gli interessi dell’ospedale, dei pazienti e del territorio.
Le dimissioni a catena e la decadenza del Consiglio
La crisi si è consumata martedì 13 ottobre. A lasciare per primo è stato il presidente della Fondazione, Victor Mario Di Maria, designato dal presidente della Regione. Sono seguite le dimissioni del vicepresidente Emiliano Maiani, rappresentante dell’Università UniCamillus, e dell’ex senatrice ed ex sindaco di Cefalù Simona Vicari, indicata dall’Asp di Palermo. Vicari ha formalizzato la propria decisione attraverso una lettera indirizzata al direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Alberto Firenze. Nella comunicazione, secondo quanto riportato dalla stampa, l’ex parlamentare ha motivato il passo indietro anche con l’esigenza di consentire ai fondatori una rivalutazione complessiva della composizione dell’organo amministrativo. L’unico componente a non essersi dimesso è Giuseppe Guercio, rappresentante del Comune di Cefalù. La permanenza di un solo consigliere, tuttavia, non impedisce la decadenza dell’intero Cda: lo statuto della Fondazione prevede infatti che, qualora venga meno la maggioranza degli amministratori, cessi l’intero Consiglio.
Tumminello: “Una situazione inaspettata, nessun fatto grave lasciava presagire dimissioni di massa”
Il sindaco di Cefalù non nasconde la sorpresa e la preoccupazione per una crisi che arriva in un momento delicato per l’ospedale. “È una situazione assolutamente inaspettata, inattesa, una situazione che francamente nessuno poteva immaginare, rispetto al fatto che nulla poteva far presagire dimissioni di massa, così come sono avvenute, perché non ci sono stati fatti gravi tali da poter indurre un Consiglio di amministrazione a dimettersi. Eppure è successo. Questo ci preoccupa”. Tumminello richiama soprattutto la necessità di garantire continuità e stabilità a una struttura sanitaria che rappresenta un punto di riferimento non soltanto per Cefalù, ma per l’intero comprensorio delle Madonie e per una vasta area della Sicilia. “Ci preoccupa innanzitutto il futuro della Fondazione Giglio, che ha necessità di avere una stabilità di governo. Una stabilità che anche il nuovo Statuto aveva in qualche modo assicurato e che oggi invece si vede compromessa e sacrificata, speriamo di no, su altari di tatticismi del potere politico”. Parole che lasciano trasparire il timore che dietro le dimissioni possa esserci una manovra legata agli equilibri politici regionali, piuttosto che una crisi determinata da effettive difficoltà nella gestione della Fondazione.
La partita politica e l’ipotesi Simona Vicari alla presidenza
La vicenda assume inevitabilmente anche una dimensione politica. Secondo quanto riportato da La Sicilia e la Repubblica, le dimissioni potrebbero aprire la strada a una nuova composizione del Consiglio di amministrazione, con l’ipotesi di una promozione di Simona Vicari alla presidenza della Fondazione.
L’ex senatrice, politicamente vicina al presidente Schifani, potrebbe quindi tornare nell’organo di governo dell’ospedale con un ruolo di maggiore responsabilità. Una prospettiva che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, si intreccerebbe con le tensioni politiche che attraversano la maggioranza regionale e con le indiscrezioni su un possibile anticipo della conclusione della legislatura. Si tratta, comunque, di scenari e ipotesi politiche che al momento non equivalgono a decisioni ufficiali sulle nuove nomine.
L’appello a Schifani: “Serve un presidente di altissimo profilo”
È proprio al presidente della Regione che Tumminello rivolge il suo appello più diretto, richiamando la responsabilità delle prossime nomine. “Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha in mano il potere di nominare il presidente del nuovo Consiglio di amministrazione. E questa è una grande responsabilità”.
Il sindaco indica anche le caratteristiche che, a suo giudizio, dovrebbe possedere la figura chiamata a guidare la Fondazione. “Noi auspichiamo che il presidente possa scegliere una figura di altissimo profilo in campo medico, in campo scientifico, in campo manageriale, che sappia interpretare il bisogno di salute di cui questo territorio ha necessità e che esprime anche attraverso i servizi assicurati dal nostro ospedale”. L’obiettivo, secondo Tumminello, deve essere quello di restituire serenità alla struttura sanitaria, superare le criticità ancora aperte e consolidare le attività di eccellenza. “Un presidente che sappia riportare un clima di fiducia all’interno anche della struttura sanitaria, ricucendo anche lo strappo con i medici che hanno scioperato qualche mese fa, chiedendo diritti salariali ed equiparazione rispetto ai colleghi che lavorano fondamentalmente con le stesse mansioni nel pubblico”.
La vertenza dei medici e il confronto sul contratto integrativo
Le parole del sindaco richiamano un’altra questione particolarmente delicata per il futuro del Giglio: quella dei rapporti con il personale sanitario. Negli ultimi mesi, infatti, la Fondazione è stata interessata da mobilitazioni e scioperi dei medici e degli altri operatori, che rivendicano condizioni economiche e normative maggiormente allineate a quelle dei colleghi del Servizio sanitario pubblico. Proprio oggi, 14 ottobre, è previsto l’avvio della contrattazione sul contratto integrativo tra la Fondazione e le organizzazioni sindacali. Secondo quanto comunicato dalla Fp Cgil Palermo, la direzione generale ha rappresentato la disponibilità di ulteriori risorse, tra cui 900 mila euro destinati all’alta complessità e 2 milioni per le funzioni, nell’ambito di un quadro complessivo di risorse disponibili indicato dal sindacato in 3,9 milioni di euro. Una trattativa importante, sulla quale la crisi del vertice amministrativo rischia di proiettare nuove incertezze, sebbene al momento non risultino annunciati rinvii o interruzioni del confronto.
Tumminello chiede quindi che il futuro presidente sappia guidare la Fondazione “in un clima di armonia e di serenità verso la soluzione delle criticità che l’ospedale anche vive, ma anche verso il potenziamento di quei servizi di eccellenza che l’ospedale riesce a dare e ad assicurare”.
“I giochi di potere li lasciamo da parte. Valuteremo le scelte di Schifani”
Nella parte conclusiva del suo intervento, il sindaco ribadisce che il Comune di Cefalù intende mantenere alta l’attenzione sulle decisioni che saranno assunte dalla Regione. “A noi interessa questo, i giochi di potere li lasciamo da parte, noi vogliamo e valuteremo le scelte che il presidente Schifani farà perché appunto vogliamo che il nostro ospedale sia un centro di eccellenza e sia un punto di riferimento per la sanità territoriale”. Un messaggio che assume un significato politico preciso: il Comune, pur non potendo determinare autonomamente le scelte sulla nuova presidenza, rivendica il diritto di esprimere una valutazione sulle nomine e soprattutto sulla capacità dei futuri amministratori di rispondere alle esigenze della comunità. La decadenza del Cda apre dunque una fase delicata per la Fondazione Giglio. Al di là delle indiscrezioni sui possibili nuovi assetti, restano da affrontare questioni concrete: la stabilità amministrativa, i rapporti con il personale, il consolidamento delle attività specialistiche e il rafforzamento dei servizi sanitari.




