Luigi Iuppa è stato riconfermato alla guida dell’Unione dei Comuni Madonie. Il sindaco di Geraci Siculo continuerà a ricoprire la carica di presidente per i prossimi 30 mesi. L’elezione è arrivata con 44 voti a favore, contro i 19 ottenuti dall’altro candidato, Gandolfo Librizzi, sindaco di Polizzi Generosa. Complessivamente sono stati espressi 65 voti, di cui una scheda bianca e una nulla. Un risultato che apre una nuova fase per l’organismo sovracomunale, chiamato ad affrontare alcune delle sfide più impegnative per il futuro del territorio: dallo spopolamento al miglioramento dei servizi essenziali, dalla gestione delle risorse europee alla necessità di rafforzare la collaborazione tra le amministrazioni locali.
Il messaggio di Iuppa: “Superare gli schieramenti politici”
Subito dopo la riconferma, Iuppa ha rivolto un ringraziamento ai consiglieri dell’Unione, sottolineando il valore di un risultato che, secondo il presidente, va oltre le tradizionali appartenenze politiche: “Ringrazio tutti i consiglieri. La sfida continua a essere difficile e richiede la collaborazione di tutti, dei consiglieri e dei colleghi sindaci. Dobbiamo lavorare insieme per il bene delle nostre comunità. L’impegno ci deve essere e ci sarà”, ha dichiarato, richiamando la necessità di una maggiore consapevolezza del ruolo dell’Unione e di una più forte coesione tra i comuni che ne fanno parte. Il presidente ha evidenziato come il consenso raccolto sia maturato trasversalmente rispetto agli schieramenti politici. Un elemento sul quale intende fondare il nuovo mandato, nella convinzione che le difficoltà delle Madonie richiedano una collaborazione istituzionale capace di superare le divisioni e mettere al centro gli interessi delle comunità. Nei prossimi giorni si procederà alla composizione della nuova Giunta dell’Unione.
Dodici punti per il nuovo mandato: al centro la lotta allo spopolamento
La riconferma arriva al termine di un mandato iniziato nel settembre del 2023, durante il quale l’Unione ha dovuto confrontarsi con le crescenti difficoltà delle aree interne. Nel programma presentato ai consiglieri in occasione della nuova candidatura, Iuppa ha individuato dodici priorità sulle quali concentrare l’azione amministrativa. Il problema principale resta quello dello spopolamento, che continua a interessare i piccoli centri delle Madonie, accompagnato dall’invecchiamento della popolazione, dalla progressiva riduzione dei servizi e dalle difficoltà occupazionali che spingono molti giovani a trasferirsi altrove. Per contrastare questi fenomeni, il presidente propone un rafforzamento del ruolo dell’Unione, attraverso una maggiore integrazione tra i comuni e una gestione associata di funzioni e servizi. L’obiettivo è superare la frammentazione amministrativa, ridurre i costi e migliorare l’efficienza delle prestazioni offerte ai cittadini.
Tra le novità previste figura l’istituzione di tre commissioni consiliari permanenti, dedicate rispettivamente ai servizi di cittadinanza, all’integrazione dei servizi comunali e alle politiche di sviluppo. Organismi che dovrebbero favorire una partecipazione più attiva dei consiglieri e un confronto costante sulle esigenze del territorio.
Fiscalità di vantaggio, case abbandonate e nuove opportunità per i giovani
Una parte significativa del programma riguarda le misure da proporre ai governi regionale e nazionale per rendere più attrattive le aree interne. Iuppa punta sulla fiscalità di vantaggio, con agevolazioni e incentivi destinati a favorire nuovi insediamenti produttivi, investimenti e trasferimenti di residenti nei piccoli comuni. A questa proposta si affianca una politica di recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato, per contrastare l’abbandono dei centri storici e facilitare l’accesso alla casa da parte di giovani, famiglie e lavoratori. Il programma di Iuppa affronta anche il tema dei finanziamenti pubblici. L’obiettivo è superare, per le aree interne, un sistema basato esclusivamente sulla partecipazione competitiva ai bandi, che spesso penalizza i piccoli enti privi di adeguate strutture tecniche. La proposta è quella di favorire assegnazioni di risorse sulla base dei fabbisogni effettivi dei territori, attraverso percorsi di coprogettazione con Stato e Regione. Particolare attenzione viene riservata alle Consulte giovanili, al mondo associativo e agli enti del Terzo settore, considerati interlocutori fondamentali per costruire nuove opportunità di partecipazione e sviluppo.
Fondi europei e infrastrutture: la sfida dell’attuazione dei progetti
Tra le questioni più rilevanti del prossimo mandato figura la gestione della programmazione europea 2021-2027. L’Unione Madonie ha assunto il ruolo di Organismo Intermedio nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne, acquisendo maggiori responsabilità nella selezione, nel controllo e nell’attuazione degli interventi finanziati. Una funzione che, secondo Iuppa, potrà consentire di accelerare le procedure e ridurre i tempi necessari per trasformare le risorse disponibili in opere e servizi concreti. Il programma richiama anche la necessità di potenziare le infrastrutture stradali e digitali, indispensabili per migliorare i collegamenti, sostenere le attività economiche e consentire ai giovani di vivere e lavorare nelle Madonie.
Resta inoltre aperta la questione dei finanziamenti del programma nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, che interessa il territorio madonita con interventi per circa 14,8 milioni di euro. Dopo le difficoltà legate alla rimodulazione delle risorse statali, l’obiettivo indicato dal presidente è salvaguardare le progettazioni avviate e ottenere la copertura finanziaria per tutti gli interventi programmati.
Una maggiore coesione per dare più forza alle Madonie
Il filo conduttore del nuovo programma è la necessità di consolidare il ruolo dell’Unione come strumento di rappresentanza e di governo del territorio, rafforzando la collaborazione non soltanto tra i sindaci, ma anche tra i consiglieri, le imprese, le associazioni e le comunità locali. Iuppa propone inoltre la creazione di una rete stabile con le altre aree interne della Sicilia, per portare con maggiore forza all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali problemi comuni come lo spopolamento, la carenza di servizi e l’indebolimento del tessuto produttivo.




