Tre divise diverse, un unico obiettivo: difendere il territorio dalle fiamme. È l’immagine che arriva da contrada Canna, nel territorio di Cerda, dove nei giorni scorsi un vasto incendio ha messo a rischio abitazioni, uliveti, terreni agricoli e numerosi animali, richiedendo un lungo e complesso intervento di soccorso. A operare sul fronte dell’emergenza sono stati i volontari della Protezione Civile, dell’Associazione giovanile Rigenerha di Montemaggiore Belsito e delle Giubbe d’Italia – Poefi di Pollina, che hanno lavorato fianco a fianco per contenere il rogo e limitare i danni.
L’incendio, alimentato dalle alte temperature e dal forte vento, si è propagato rapidamente, interessando una vasta area della contrada e minacciando da vicino diverse abitazioni. Per ore i volontari sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento, nella realizzazione di fasce tagliafuoco e nella messa in sicurezza delle case più esposte al rischio. Particolare attenzione è stata dedicata anche al salvataggio degli animali presenti nelle aziende agricole della zona: pecore, cani e cavalli sono stati evacuati e trasferiti lontano dalle fiamme.
Al termine dell’intervento, i protagonisti hanno voluto sottolineare soprattutto lo spirito di collaborazione che ha caratterizzato le operazioni: “Non ci siamo nemmeno accorti di chi avesse quale divisa addosso – racconta uno dei volontari –. L’importante era lavorare insieme, coprire più fronti possibile e mettere in salvo persone e animali”. Un messaggio che assume un significato ancora più forte in un territorio duramente colpito dagli incendi delle ultime settimane, dove il lavoro dei volontari rappresenta spesso il primo presidio a difesa delle comunità locali.
Il bilancio dell’incendio resta pesante sotto il profilo ambientale, con danni a terreni agricoli, uliveti e recinzioni, ma l’intervento coordinato delle associazioni ha consentito di proteggere le abitazioni e di evitare conseguenze ancora più gravi. La vicenda di contrada Canna diventa così anche il simbolo di una risposta corale all’emergenza: realtà diverse che, davanti al fuoco, hanno scelto di mettere da parte ogni distinzione per agire come un’unica squadra: “Uniti per un unico scopo, uniti per un unico obiettivo”, è il messaggio che i volontari affidano al termine di un intervento che ha richiesto fatica, determinazione e spirito di servizio. Ora, spenti gli ultimi focolai, resta il tempo della conta dei danni e della ricostruzione. Ma resta anche l’esempio di chi, nei momenti più difficili, ha dimostrato che la collaborazione può fare la differenza nella difesa del territorio.






