Cinghiali e daini, scontro Madonie-Nebrodi sui fondi. Cicero: “Qui un’emergenza senza eguali”

Redazione

Cronaca - L'intervento

Cinghiali e daini, scontro Madonie-Nebrodi sui fondi. Cicero: “Qui un’emergenza senza eguali”
Al centro della polemica il bando SRD04 dell'assessorato regionale all'Agricoltura

21 Ottobre 2026 - 15:27

Si accende il confronto tra Madonie e Nebrodi sui finanziamenti regionali destinati a contrastare i danni provocati dalla fauna selvatica. Al centro della polemica il bando SRD04 dell’assessorato regionale all’Agricoltura, che prevede contributi a fondo perduto fino al 100% delle spese sostenute da agricoltori e allevatori per la realizzazione di recinzioni e l’installazione di sistemi dissuasori contro cinghiali e daini. A intervenire è Mario Cicero, presidente del Gal Isc Madonie e sindaco di Castelbuono, che difende la scelta della Regione di assegnare un punteggio premiale di 35 punti ai progetti presentati nei 22 Comuni del Madonie Unesco Global Geopark.

Una decisione contestata dai rappresentanti del territorio nebroideo, con la deputata regionale Bernardette Grasso che ha chiesto all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino di sospendere il bando e modificarne i criteri di selezione: “La quantità di cinghiali e daini presenti sul nostro territorio non ha eguali in nessun’altra parte della Sicilia”, sostiene Cicero, spiegando che il riconoscimento di una premialità alle Madonie risponde a una situazione di particolare gravità. Secondo il presidente del Gal, sono almeno quattro le ragioni che giustificano la scelta regionale: l’elevata presenza di ungulati, la richiesta dello stato di emergenza avanzata dall’Ente Parco delle Madonie, la particolare incidenza del fenomeno rispetto ad altri territori siciliani e l’esistenza di specifici piani di gestione dei cinghiali e dei daini già predisposti dal Parco.

Una situazione che, sottolinea Cicero, mette a rischio non soltanto la biodiversità e la sopravvivenza delle aziende agricole e zootecniche, ma anche la sicurezza dei cittadini, a causa dei danni provocati dagli animali a veicoli e abitazioni. Il bando regionale dispone di una dotazione iniziale di 4 milioni di euro, una cifra che lo stesso Cicero considera insufficiente rispetto alle necessità complessive. Il presidente del Gal ritiene tuttavia opportuno attendere l’esame delle domande presentate prima di affrontare la questione di un eventuale incremento delle risorse. Ma per Cicero il finanziamento delle recinzioni rappresenta soltanto una parte della soluzione. “Non è possibile recintare integralmente il territorio“, osserva, evidenziando anche la necessità di sostenere i cittadini che subiscono danni pur non essendo titolari di aziende agricole e che, pertanto, non possono accedere ai contributi previsti dal bando.

Da qui la richiesta di un piano coordinato di contenimento della fauna selvatica, attraverso l’impiego di cacciatori volontari e selecontrollori, sotto il coordinamento e la vigilanza del Corpo Forestale, per garantire interventi efficaci e prevenire il bracconaggio. Cicero annuncia inoltre di avere chiesto, in seno al Consiglio del Parco, l’approvazione di un regolamento che consenta di riconoscere rimborsi spese ai soggetti impegnati nelle attività di abbattimento e conferimento dei capi. Il provvedimento dovrebbe disciplinare anche la gestione delle carcasse e i rapporti economici con macelli, ristoratori e aziende di trasformazione.

Un altro fronte riguarda la possibilità di trasformare l’emergenza in un’opportunità economica. Il Gal ha infatti proposto alla Regione il finanziamento di un impianto per la trasformazione delle carni di cinghiali e daini in salumi, così da creare una filiera locale capace di valorizzare le risorse derivanti dalle attività di contenimento. Secondo quanto riferito da Cicero, un impianto di questo tipo dovrebbe vedere la luce nel 2027 a Valledolmo. Nel frattempo, il presidente del Gal propone di utilizzare anche le strutture già presenti sul territorio, a cominciare dai macelli di Gangi e Castelbuono. “Il problema è molto complesso e richiede l’applicazione di una serie di interventi coordinati”, ribadisce Cicero, che invita a non considerare il bando regionale come una risposta definitiva.

Altre notizie su madoniepress

Autorizzazione del Tribunale di Termini Imerese N. 239/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana

Condirettore Responsabile Michele Ferraro

redazione@madoniepress.it
Questo sito contribuisce all'audience delle testate giornalistiche edite da Migi Press snc