Erano frassini: la potatura super-intensiva che fa scattare la polemica

Redazione

Cronaca - CASTELBUONO

Erano frassini: la potatura super-intensiva che fa scattare la polemica
Gli alberi dell'area Castellana ridotti a monconi: "Il comune spieghi"

Erano frassini: la potatura super-intensiva che fa scattare la polemica

28 Marzo 2019 - 16:30

Il filare dei frassini dell’area castellana a Castelbuono sono diventati oggetto di polemica politica a Castelbuono. A lanciare la querelle, il circolo del Partito Democratico che ha accusato il comune madonita di aver danneggiato, si spera non irreparabilmente, quelli che sono senza dubbio alberi monumentali per il loro pregio paesaggistico (così come lo erano i cosiddetti “pini” sempre dell’Area castellana e del Parco delle Rimembranze o come lo sono gli alberi di piazza Parrocchia ed altri del centro urbano). Gestire questi alberi non è facile. Negli ambienti urbani come nell’Area castellana, si rende necessaria una gestione oculata per mantenere la funzionalità ad un livello tale da poter beneficiare per il più lungo tempo possibile della loro rassicurante, preziosa ed armoniosa presenza. Gestire un patrimonio arboreo così importante e delicato significa anche programmare a lungo termine gli interventi di cura, che, rispettosi del valore biologico e culturale dell’albero nonché del valore della sicurezza per l’uomo, devono essere impostati sul mantenimento di un ambiente quanto più stabile.

Gli obiettivi che la gestione deve perseguire sono quelli di mantenere il rischio ad un livello accettabile: pubblica incolumità, godimento dei benefici, funzionalità delle alberature, rispetto degli interessi diffusi e del bene comune. La cura di alberi in fase di maturità o addirittura di senescenza deve essere costante nel tempo, puntuale e calibrata sulle capacità di adattamento alle variazioni dello stesso. Il piano di gestione è lo strumento più adatto a garantire all’albero tale particolare attenzione: esso, prendendo avvio da un’attenta valutazione degli esemplari e del loro contesto, ha il compito di definire, in modo coordinato e coerente nel tempo, quelli che sono gli interventi atti a perseguire obiettivi di conservazione e di miglioramento delle condizioni di vita dell’albero, di sicurezza degli utenti, ma anche di efficiente uso delle risorse economiche a disposizione. Elementi imprescindibili del piano, la cui durata può variare da 5 a 10 anni, sono l’analisi fitopatologica e bio-meccanica dell’albero complete di scheda di analisi visiva e documentazione fotografica, la descrizione di tutti gli interventi di cura da compiersi nell’arco della sua vigenza, la tempistica di realizzazione degli stessi attraverso un adeguato crono-programma.

“Ritenendo il filare dei frassini dell’area castellana come monumentali per il loro pregio paesaggistico ci pare un delitto ciò che appare oggi ai nostri occhi con alberi ridotti a monconi di fusto in molti casi con l’asportazione addirittura del palco delle branche principali – dicono dal circolo del Pd – Il tutto aggravato dal fatto che tali interventi si stanno effettuando in un periodo in cui le piante sono in una fase di rigoglio vegetativo per la già avvenuta emissione delle foglie. E se il nostro sguardo si sposta sui cosiddetti “pini” sempre dell’Area castellana o del Parco delle Rimembranze immaginiamo già l’aspetto di queste piante fra un paio d’anni (con qualcuna di essa che disseccherà) laddove non saranno fatti opportuni interventi di rimonda dei ricacci e dei polloni così come non sono stati fatti per i “pini”.

“Se la gestione degli alberi monumentali e più in generale dell’arredo verde urbano, oltre a essere impostata su programmi a lungo termine va coordinata in ogni fase da figure professionali competenti e condotta da ditte esecutrici specializzate – proseguono – appare evidente come questo ed altri interventi passati e presenti e probabilmente futuri siano disomogenei, estemporanei, non tempestivi, casuali e purtroppo anche dannosi. Non c’è una visione, non c’è una programmazione; non siamo a conoscenza di piani di gestioni dell’arredo verde ed urbano elaborati da tecnici interni ed esterni all’Amministrazione comunale”.

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