Vendeva gel igienizzante con etichette false: sequestro delle fiamme gialle

Redazione

Cronaca - Trabia

Vendeva gel igienizzante con etichette false: sequestro delle fiamme gialle
L'operazione dei finanzieri del gruppo di Termini Imerese, denunciati il titolare del market

Vendeva gel igienizzante con etichette false: sequestro delle fiamme gialle

07 Aprile 2020 - 09:37

Continuano, incessanti, i controlli delle fiamme gialle in tutta la provincia palermitana, così come concordato dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al fine di controllare il rispetto delle misure di sicurezza adottate dal Governo per l’emergenza coronavirus, nonché contrastare possibili speculazioni o insidie derivanti dalla commercializzazione di materiale non conforme alle norme. I finanzieri del gruppo di Termini Imerese, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli, ha sequestrato, presso un minimarket nel comune di Trabia, 15 flaconi di gel igienizzante per mani recanti etichette con diciture ingannevoli circa la provenienza del prodotto.

I successivi accertamenti, ha portato all’individuazione di un’impresa di commercio all’ingrosso di prodotti per la persona e per la casa, a Ficarazzi, nella quale venivano stoccati, per la successiva distribuzione al dettaglio – numerosi prodotti di saponi igienizzanti. Le fiamme gialle hanno proceduto quindi al sequestro amministrativo di circa 19.000 flaconi di gel igienizzante (da circa 100 ml) venduti senza alcuna etichetta. Si trattava di prodotti tutti potenzialmente pericolosi in quanto non presentavano alcuna indicazione del produttore, dell’origine, data di scadenza e precauzioni d’uso, in spregio alle normative comunitarie ed alla disciplina nazionale sulla sicurezza dei prodotti cosmetici.

Il titolare è stato deferito all’Autorità giudiziaria per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci mentre al titolare dell’azienda distributrice è stata contestata la violazione della specifica fattispecie prevista dal regolamento comunitario del 2009, punita con la sanzione amministrativa che può arrivare fino a 30.000 euro.

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