Il bluff dei treni veloci: “Le percorrenze sono le stesse di 20 anni fa”

Redazione

Cronaca - Il caso

Il bluff dei treni veloci: “Le percorrenze sono le stesse di 20 anni fa”
"In Sicilia treni veloci? A che servono?" Così scrive Giosuè Malaponti del Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer

Il bluff dei treni veloci: “Le percorrenze sono le stesse di 20 anni fa”

04 Luglio 2020 - 10:32

“In Sicilia treni veloci? A che servono?” Così scrive Giosuè Malaponti del Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer. Si parla di trasporto locale e naturalmente dei problemi ad esso collegati. “In Sicilia gli attuali treni regionali veloci sono solo un bluff – prosegue Malaponti – I regionali veloci sono nati circa 5 anni fa per adeguarci allo standard nazionale sostituendo i treni regionali diretti. I treni regionali veloci di veloce non hanno nulla se non la diminuzione delle fermate fermo restando i tempi di percorrenza. Un esempio? La Catania-Palermo. Le percorrenze del 2015 erano di 2 ore e 47 – 2 ore e 55 oggi invece per le stesse fermate i tempi sono di 3 ore – 3 ore 14″.

Insomma nella nostra regione si viaggia con i tempi di percorrenza dell’anno 2000, nonostante in questo ventennio vi siano stati miglioramenti infrastrutturali, quali il raddoppio della Messina-Giampilieri, il raddoppio della Fiumefreddo-Giarre-Riposto, per ultimo il raddoppio della Catania Ognina-Catania Centrale e i vari ammodernamenti della Catania-Siracusa. Stessa situazione sulla dorsale tirrenica. “Una domanda ci sorge spontanea – dice ancora Malaponti –  a che sono serviti tutti gli investimenti infrastrutturali per velocizzare e diminuire i tempi di percorrenza se i tempi sono rimasti gli stessi?”

Occorre rivedere, secondo il comitato, lo schema di “Accordo quadro per i servizi di trasporto pubblico locale tra Rete Ferroviaria Italiana Spa e la Regione Siciliana per l’utilizzo della capacità dell’infrastruttura ferroviaria” sottoscritto il 3 maggio 2017: “Riteniamo ciò estremamente importane altrimenti gli investimenti di circa 200 milioni di fondi europei in materiale rotabile risulterebbero vani, in considerazione del fatto che potranno viaggiare solo sul nodo di Palermo, sulla dorsale Tirrenica e sulla dorsale Jonica sino a Catania. Quindi sarebbe veramente incomprensibile l’aver acquistato mezzi moderni e veloci per poi farli viaggiare a velocità ridotta e non in tutte le relazioni ferroviarie, tenuto conto che alla presentazione dei nuovi treni “Pop” si è proclamato che finalmente in Sicilia si potrà andare a 160 chilometri orari, quando già con i treni “Minuetto” in alcune tratte ferroviarie i 160 chilometri orari vengono effettuati”.

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