“Le dichiarazioni rese dal sindaco circa una mia presunta situazione di stress per telefonate ricevute dalla Regione non corrispondono al vero”. A ventiquattro ore dal Consiglio comunale che ha segnato l’ennesimo capitolo della tormentata vicenda politico-amministrativa di Alimena, arriva la replica del segretario comunale Valerio Saetta. E la sua ricostruzione smentisce su alcuni punti sostanziali quella fornita in aula dal sindaco Giuseppe Scrivano. Saetta ha affidato la propria versione dei fatti a una dichiarazione firmata nella quale precisa di intervenire “esclusivamente per chiarezza e senza alcuna volontà di alimentare polemiche”. Il riferimento è a quanto accaduto venerdì 28 agosto e, in particolare, alle motivazioni illustrate da Scrivano per giustificare la cessazione anticipata dell’incarico di reggenza a scavalco della segreteria comunale.
Come raccontato ieri da Madonie Press, poche ore prima della seduta il sindaco aveva firmato un provvedimento con cui disponeva la cessazione anticipata, con effetto immediato, dell’incarico di Saetta, motivandola con il venir meno dell’“elemento fiduciario” e della “necessaria collaborazione funzionale” tra sindaco e segretario. Ma Saetta chiarisce adesso un aspetto tutt’altro che secondario. “L’incarico di reggenza a scavalco – scrive – mi era stato conferito con provvedimento della Prefettura di Palermo” e, di conseguenza, secondo il segretario, ogni decisione sulla cessazione dell’incarico rientrava nella competenza dell’autorità prefettizia. Poi la prima netta smentita alle dichiarazioni del primo cittadino. Durante la breve e concitata riunione di venerdì sera, Scrivano aveva raccontato di avere trovato quella mattina il segretario “molto stressato”, collegando questa condizione alle ripetute telefonate che Saetta avrebbe ricevuto dalla Regione. Il sindaco aveva quindi parlato apertamente di pressioni e di “favoritismi” dell’amministrazione regionale nei confronti di una parte politica.
Una ricostruzione che Saetta respinge. Il segretario afferma che da parte sua non era venuta meno la disponibilità a proseguire l’incarico fino alla naturale scadenza, fissata al 30 settembre 2026, e che non aveva alcuna intenzione di sottrarsi allo svolgimento delle proprie funzioni. Quindi precisa senza lasciare spazio a interpretazioni che le dichiarazioni del sindaco sulla sua presunta situazione di stress dovuta alle telefonate della Regione “non corrispondono al vero”. Saetta conferma invece che nella mattinata del 28 agosto ci fu un colloquio telefonico con Scrivano. Oggetto della conversazione erano le modalità di trattazione dell’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per quella stessa sera. Sul contenuto del confronto il segretario sceglie però di non entrare nel merito.
È ciò che sarebbe accaduto immediatamente dopo a fornire un altro elemento importante nella ricostruzione della vicenda. Saetta sostiene infatti che, al termine della telefonata, aveva confermato al sindaco la propria presenza ad Alimena per il Consiglio comunale. Sarebbe stato Scrivano a comunicargli che “il rapporto si sarebbe concluso con quella telefonata”, preannunciando così l’interruzione della sua attività al Comune. Nonostante ciò, il segretario racconta che quella sera era comunque pronto a raggiungere Alimena per partecipare al Consiglio e svolgere regolarmente le proprie funzioni. A suo giudizio, infatti, il provvedimento sindacale di revoca non aveva fatto venir meno l’incarico conferitogli dalla Prefettura. La situazione sarebbe cambiata soltanto poco prima delle 22, orario fissato per l’inizio della seduta. Fu allora, secondo quanto riferisce Saetta, che arrivò il provvedimento della Prefettura di Palermo con cui veniva dell’incarico con effetto immediato. Solo a quel punto il segretario prese atto della conclusione della propria reggenza.
La precisazione aggiunge dunque un nuovo tassello a una vicenda già particolarmente complessa. Nel Consiglio di venerdì sera, durato appena una ventina di minuti e di fatto mai formalmente entrato nel vivo, era stata proprio l’assenza del segretario, insieme a quella del vicesegretario e di diversi responsabili degli uffici, uno degli elementi che avevano impedito di affrontare i quattordici punti all’ordine del giorno, tra cui il bilancio di previsione 2026-2028. Nella stessa giornata Scrivano aveva inoltre emanato un’ordinanza con la quale vietava ai consiglieri di trattare l’elezione del presidente e del vicepresidente del Consiglio in assenza del quorum strutturale che il sindaco individuava nella presenza di almeno sei consiglieri. Un provvedimento che arrivava al termine di mesi caratterizzati da ordinanze, ricorsi, commissariamenti e ripetuti interventi della giustizia amministrativa. Adesso, però, alle polemiche politiche si aggiunge la smentita diretta del segretario comunale su uno dei passaggi centrali dell’intervento pronunciato dal sindaco in aula. Saetta chiude la sua comunicazione precisando di voler esclusivamente chiarire la propria posizione personale e professionale, senza entrare nel merito delle interlocuzioni avute e senza voler alimentare ulteriori contrapposizioni.




