Quarant’anni di storia celebrati nel luogo in cui quella storia ha messo radici. Piazza Margherita, nel cuore di Castelbuono, si è trasformata in una grande festa per il quarantesimo anniversario del marchio Fiasconaro. E non poteva esserci scenario più simbolico: proprio qui si trova la storica fontana che negli anni è diventata anche uno degli elementi identificativi del brand che dal piccolo borgo delle Madonie ha portato i suoi dolci in giro per il mondo. Una festa di compleanno, certamente, ma soprattutto una festa di comunità. Famiglia, collaboratori, amici e tanta gente hanno voluto condividere un traguardo che racconta quattro decenni di crescita e che, nelle parole di Nicola Fiasconaro, sembra avere ancora il sapore degli inizi. “Mi emoziona la partecipazione di tanta bella gente, di tutti gli amici della famiglia Fiasconaro e di chi contribuisce alla crescita della nostra pasticceria”, racconta. E il primo pensiero va alla grande squadra che oggi lavora dietro quel nome: “Siamo 300 in questo momento a impastare il panettone, sono i nostri collaboratori. E poi c’è tanta gente che, direttamente o indirettamente, partecipa a questa bellezza”.
Da Castelbuono è cominciata una scommessa che sembrava tutt’altro che scontata: prendere uno dei simboli della tradizione dolciaria del Nord Italia, il panettone, reinterpretarlo attraverso materie prime, profumi e identità siciliane e farne un prodotto capace di attraversare i confini dell’Isola e dell’Italia. Una scommessa diventata nel tempo anche un messaggio rivolto al territorio. Per Nicola Fiasconaro la Sicilia e le Madonie possono competere sui mercati internazionali senza rinunciare alla propria identità. Anzi, proprio facendo di quell’identità un punto di forza: “C’è voglia di born in Sicily, c’è voglia di made in Italy. La Sicilia è pronta a scommettere nel mondo e nei mercati internazionali, come abbiamo fatto noi”. Ma per riuscirci, sottolinea Fiasconaro, serve la capacità di lavorare insieme: “Bisogna fare sistema. Le Madonie, Castelbuono, Cefalù, Isnello e i nostri magnifici borghi sono la dimostrazione che si può osare, si può sognare. Le utopie si possono realizzare”.
E proprio il verbo “osare” torna più volte nel racconto dell’imprenditore e maestro pasticcere castelbuonese. Osare fu, da giovanissimo, guardare oltre i grandi classici della pasticceria siciliana, dal cannolo alla cassata, per studiare la tradizione dei grandi lievitati italiani. Osare fu pensare che il panettone potesse essere prodotto in Sicilia e diventare, anche da qui, un ambasciatore del made in Italy nel mondo. Poi ci sono quei momenti nei quali la realtà finisce quasi per superare i sogni. Come quando i dolci Fiasconaro arrivarono persino nello spazio. Un capitolo che Nicola ha ricordato proprio nella giornata del quarantesimo anniversario, insieme all’astronauta Paolo Nespoli, ripercorrendo l’esperienza che portò i prodotti dell’azienda siciliana nel percorso di evoluzione dell’alimentazione degli astronauti: “Sembrava un pesce d’aprile – ricorda – e invece la Nasa ci chiamò davvero”. Una storia che Fiasconaro racconta ancora con lo stupore di chi, partendo da una pasticceria delle Madonie, si è ritrovato a vedere i propri prodotti varcare anche i confini della Terra.
Ma nella festa di Castelbuono lo sguardo non è rimasto rivolto soltanto indietro. Perché i quarant’anni sono soprattutto un punto dal quale ripartire. Il futuro ha i volti delle nuove generazioni della famiglia. Nicola parla dei fratelli Fausto e Martino e soprattutto dei figli, già coinvolti nell’attività. “Ho la fortuna di avere dei figli immersi nel nostro lavoro. Mario è pasticcere e oggi gestisce tutta la sicurezza alimentare, oltre a fare il panettone”. E subito il racconto torna a trasformarsi in sogno: “Chissà se un giorno mio figlio Mario non possa andare nello spazio a impastare un bel panettone con Luca Parmitano”. Una battuta, forse. Ma neppure troppo, conoscendo una storia nella quale alcune idee apparentemente impossibili sono poi diventate realtà. “La mia vita è un sogno continuo – dice Nicola Fiasconaro – e qualche volta, da queste utopie e da questi sogni, viene fuori qualcosa di bello. Ne siamo orgogliosi e contenti”.
Adesso il testimone comincia gradualmente a passare. “Noi tre fratelli siamo insieme e i nostri figli stanno scalpitando per raggiungere, come noi e più di noi, nuovi traguardi. Ora tocca davvero a loro e noi siamo orgogliosi di stargli vicino”. Resta però un’altra famiglia, molto più grande, alla quale Nicola Fiasconaro ha voluto dedicare il pensiero conclusivo della festa: quella composta dalle donne e dagli uomini che ogni giorno lavorano nell’azienda: “Alla brigata della Pasticceria Fiasconaro, che con impegno, dedizione e cura contribuisce ogni giorno a scrivere questa storia”.
Forse è proprio questa l’immagine che meglio racconta i quarant’anni celebrati a Castelbuono: una storia partita da una piazza delle Madonie, cresciuta fino a raggiungere il mondo e persino lo spazio, ma che nel giorno del suo compleanno è tornata lì dove tutto è cominciato. Davanti a quella fontana di piazza Margherita che, da simbolo di Castelbuono, è diventata anche il segno riconoscibile di un’impresa che continua a portare con sé il nome e il sapore della propria terra. Ieri sera la celebrazione perfetta di parte di questa storia. In una piazza gremita, la serata condotta da Michele Ferraro della Migi Press, è scivolata via veloce. Dal video mapping, passando per l’intervento dei tre fratelli Fiasconaro, Nicola, Fausto e Martino. “Tutto parte da papà Mario – dice Fausto – E’ lui che ci ha allevato dentro il bar prima e poi dentro il laboratorio. Un susseguirsi di eventi che ci hanno portato ad essere quello che siamo oggi, a Castelbuono certo, ma anche in Sicilia, in Italia e nel mondo”. Martino, invece, ha voluto pubblicamente elogiare il lavoro fatto dalla rete dei venditori siciliani: “Loro sono le fondamenta di questa nostra storia magnifica – dice – Senza di loro non potremmo raccontarla. Ci sono persone che lavorano con noi da oltre 25 anni e mi auguro di festeggiare con loro la pensione. Sono a tutti gli effetti la colonna portante della nostra azienda”. Nicola ha posto l’accento sul fatto che il segreto del successo della loro azienda non è solo concentrarsi sulla pasticceria: “Abbiamo fatto, facciamo e faremo ancora arte e cultura parlando sempre della nostra terra”. Emozionante il messaggio fatto recapitare da Luca Parmitano, mentre il “collega” Paolo Nespoli ha raccolto applausi e consensi spiegando quanto sia difficile che la Nasa scelga un cibo da portare nello spazio: “Serve altissima qualità del prodotto e un sacco di regola da rispettare. Dovete essere orgogliosi di essere andati in orbita”. A tutti gli intervenuti, la famiglia Fiasconaro ha voluto donare delle litografie realizzate dal maestro Pippo Madè. A Castelbuono era presente il figlio Rosario. Alla fine il taglio di una torta ha concluso “In dolcezza” questo grande evento.






