Piano Battaglia, sette cani al centro dello scontro: il sindaco replica, la vicenda finisce al Tar

Vincenzo Ganci

Cronaca - Il parere delle associazioni

Piano Battaglia, sette cani al centro dello scontro: il sindaco replica, la vicenda finisce al Tar
La vicenda riguarda un branco di sette maremmani e, in particolare, le modalità individuate per procedere al loro recupero

01 Settembre 2026 - 16:20

La vicenda dei sette cani maremmani che da settimane si muovono tra Piano Battaglia e Piano Zucchi entra in una nuova fase. Dopo le contestazioni avanzate dall’associazione Cuore Animale e dall’Enpa sulle modalità individuate per la cattura degli animali, il Comune di Petralia Sottana ricostruisce il percorso seguito dall’amministrazione e conferma che la questione è approdata davanti al Tribunale amministrativo regionale.

Al centro della controversia c’è l’ordinanza sindacale numero 75 del 5 agosto, con la quale il Comune aveva disposto la cattura dei sette cani vaganti presenti nella zona di Piano Battaglia, prevedendo anche il possibile ricorso alla telenarcosi. Cuore Animale ha chiesto l’annullamento o la revoca dell’atto, contestando sia i presupposti dell’urgenza sia la procedura individuata per il recupero degli animali. L’associazione ha inoltre diffidato i soggetti coinvolti dall’utilizzare sistemi di sedazione a distanza in assenza, secondo la propria interpretazione, delle condizioni e delle professionalità richieste dalla normativa regionale. Tra i punti sollevati figurano la necessità che la telenarcosi venga materialmente eseguita da un veterinario abilitato e la richiesta di una preventiva valutazione sanitaria sull’effettiva pericolosità degli animali.

Il Comune, però, respinge l’idea di avere agito senza interlocuzioni con gli organismi competenti. Nella corrispondenza trasmessa alla Redazione di Madonie Press, emerge infatti che il 14 agosto venne effettuato un sopralluogo congiunto con l’Ufficio di prevenzione veterinaria dell’Asp. Successivamente furono adottate misure informative e di monitoraggio, tra cui l’installazione di cartellonistica e il posizionamento di fototrappole nelle aree maggiormente frequentate dal branco.

Proprio sulla relazione dell’Asp si concentra una parte importante dello scontro. Cuore Animale sostiene che il sopralluogo avrebbe ridimensionato il presupposto dell’urgenza, evidenziando che in quella circostanza non furono osservati esemplari in atteggiamento aggressivo. L’associazione ha quindi contestato ancora una volta il ricorso alla telenarcosi e la necessità di un intervento coattivo.

La posizione del Comune, tuttavia, parte da un problema più ampio: il branco è composto da sette cani di grossa taglia, liberi di muoversi in una zona frequentata da residenti, escursionisti e famiglie. Il sindaco di Petralia Sottana, Pietro Polito, spiega che l’amministrazione ha il dovere di tutelare contemporaneamente il benessere degli animali e la sicurezza delle persone. Il timore, sottolinea il primo cittadino, non è legato soltanto a episodi verificatisi, ma anche alla possibile evoluzione del comportamento del branco. Sette maremmani territoriali potrebbero infatti rappresentare un rischio qualora incrociassero persone accompagnate da altri cani oppure famiglie con bambini.

Per il sindaco, dunque, lasciare che la situazione rimanga irrisolta non rappresenta una soluzione. Allo stesso tempo, Polito ribadisce che l’obiettivo dell’amministrazione non è arrecare danno agli animali, ma recuperarli in condizioni di sicurezza e garantire loro successivamente le necessarie cure. Inizialmente era stata valutata anche la possibilità di ricorrere alle gabbie, ma secondo quanto riferito dal sindaco questo sistema potrebbe rivelarsi poco efficace in un territorio vasto e difficile da controllare come quello di Piano Battaglia.

Un passaggio centrale nella ricostruzione riguarda il tavolo tecnico convocato per il 27 agosto. Il Comune aveva invitato anche Cuore Animale al confronto istituzionale. L’associazione, tuttavia, aveva precedentemente comunicato la propria indisponibilità a partecipare, contestando la procedura seguita dall’amministrazione e riservandosi ulteriori iniziative.

Il tavolo si è comunque svolto con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni e degli organismi coinvolti nella gestione della vicenda. Dal confronto sono emersi diversi aspetti legati non soltanto alla cattura, ma anche al successivo controllo veterinario, all’identificazione degli animali, alla sterilizzazione e alla loro futura sistemazione. La documentazione trasmessa dal Comune dà conto anche della volontà di mantenere un coordinamento tra i diversi soggetti competenti. Cuore Animale ha successivamente contestato anche gli esiti del tavolo tecnico, denunciando quelli che ritiene vizi procedurali, carenze istruttorie e problemi di competenza territoriale nella gestione dei sette cani.

Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il partito Rivoluzione Ecologista Animalista, che ha assunto una posizione diversa rispetto alla demonizzazione della telenarcosi. Secondo REA, viste le caratteristiche del territorio madonita, la sedazione a distanza può rappresentare uno strumento idoneo al recupero degli animali, purché venga utilizzata nel pieno rispetto della normativa e sotto controllo veterinario. Adesso, però, il confronto si sposta anche nelle aule della giustizia amministrativa. Il sindaco Pietro Polito ha infatti confermato a Madonie Press che Cuore Animale si è rivolta al Tar. Saranno quindi i giudici amministrativi a valutare le contestazioni formulate nel ricorso e gli atti adottati dal Comune.

Resta intanto irrisolto il problema dei sette cani. Da una parte le associazioni chiedono garanzie sulle modalità del recupero e sulla tutela degli animali; dall’altra il Comune rivendica il dovere di intervenire per evitare che una situazione oggi ancora gestibile possa trasformarsi in un pericolo per chi frequenta la montagna. Una contrapposizione che, al di là dello scontro sulle procedure, sembra avere almeno un punto comune: nessuno vuole che ai sette cani venga fatto del male. Il nodo resta capire quale sia il modo più sicuro, efficace e conforme alle norme per recuperarli.

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