Piano Battaglia, nessuno vuole gestire gli impianti: il bando va deserto

Redazione

Cronaca - Nessuna offerta

Piano Battaglia, nessuno vuole gestire gli impianti: il bando va deserto
Nessun operatore ha presentato un’offerta per prendere in concessione gli impianti

05 Ottobre 2026 - 12:49

Il futuro degli impianti sciistici di Piano Battaglia torna ad essere un’incognita. Il bando della Città Metropolitana di Palermo per affidare ai privati, per nove anni, la gestione delle strutture della stazione montana madonita è infatti andato deserto. Nessun operatore ha presentato un’offerta per prendere in concessione gli impianti e occuparsi anche della valorizzazione degli immobili e delle aree circostanti. A darne notizia è PalermoToday, che cita una determina della Direzione gestione beni patrimoniali dell’ex Provincia, firmata da Simona Vitale. La procedura di gara, conclusa nello scorso mese di agosto, non ha dunque prodotto alcuna aggiudicazione. Il provvedimento, datato 23 settembre, prevede l’impegno di 2.500 euro destinati alla centrale di committenza che ha curato la gara e la cancellazione della prenotazione di spesa di circa 2,2 milioni di euro prevista in relazione all’eventuale affidamento.

Dagli impianti alle aree del pianoro

La concessione non riguardava soltanto gli impianti utilizzati durante la stagione sciistica. Il bando comprendeva la seggiovia biposto Mufara, la sciovia, il tapis roulant e le piste Falcone, Borsellino e Mollica. Nel progetto rientrava anche la valorizzazione di una parte più ampia del patrimonio di Piano Battaglia, in territorio di Petralia Sottana: le aree ricreative del pianoro, i parcheggi e l’edificio polifunzionale denominato “POP 10”, situato nelle vicinanze del Rifugio Grifone. L’obiettivo era quindi quello di individuare un soggetto capace non soltanto di garantire il funzionamento degli impianti, ma anche di contribuire allo sviluppo turistico complessivo della principale località montana delle Madonie.

Il tentativo di affidare la gestione ai privati

La scelta di cercare un gestore privato era maturata nei mesi scorsi. A febbraio era stato approvato un emendamento al Documento unico di programmazione, presentato dai consiglieri metropolitani di minoranza Antonino Randazzo del Movimento 5 Stelle e Fabio Giambrone di Alleanza Verdi e Sinistra e successivamente votato all’unanimità a Palazzo Comitini. Fino alla scorsa stagione invernale gli impianti erano stati gestiti da Palermo Energia, società partecipata della Città Metropolitana. Secondo i promotori dell’emendamento, tuttavia, la gestione diretta presentava criticità economiche e limitava le possibilità di sviluppo della stazione turistica.

Il nodo principale resta la sostenibilità economica di strutture fortemente condizionate dalla presenza della neve e, quindi, da una stagione sciistica che negli ultimi anni può concentrarsi in periodi particolarmente brevi. Come ricorda PalermoToday, proprio al “saldo negativo della gestione di Piano Battaglia per 155.690 euro” aveva fatto riferimento lo scorso agosto Totò Lentini nella lettera indirizzata al sindaco metropolitano Roberto Lagalla con la quale aveva rassegnato le dimissioni dall’incarico di amministratore unico di Palermo Energia.La sfida della destagionalizzazione

La strategia della Città Metropolitana puntava però a superare proprio la dipendenza dalla neve. Nella relazione allegata al bando veniva delineato un modello di Piano Battaglia capace di funzionare come destinazione turistica montana durante tutto l’anno. Accanto allo sci, l’intenzione era quella di sviluppare attività outdoor, eventi e altre iniziative in grado di aumentare l’attrattività del comprensorio anche in primavera, estate e autunno. Un progetto di destagionalizzazione considerato strategico per una località che rappresenta uno dei principali punti di riferimento turistici del Parco delle Madonie, ma che continua a fare i conti con le difficoltà legate alla gestione degli impianti e alla sempre maggiore imprevedibilità delle condizioni meteorologiche.

Il primo tentativo di trovare un operatore privato, però, non ha prodotto risultati. Con la gara andata deserta, la Città Metropolitana dovrà adesso individuare quale strada seguire per garantire la gestione degli impianti e delle strutture. E mentre si avvicina una nuova stagione invernale, resta soprattutto una domanda: chi gestirà Piano Battaglia?

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