Antonio e la sua laurea online: “Non vedo l’ora di poter festeggiare”

Mirella Mascellino

Cronaca - Alimena

Antonio e la sua laurea online: “Non vedo l’ora di poter festeggiare”
Laurea a casa ad Alimena ai tempi del coronavirus. Il neo Dottore è Antonio Polizzi, laureato in giurisprudenza, a pieni voti

Antonio e la sua laurea online: “Non vedo l’ora di poter festeggiare”

14 Marzo 2020 - 10:32

Laurea a casa ad Alimena ai tempi del coronavirus. Il neo Dottore è Antonio Polizzi, laureato in giurisprudenza, a pieni voti, 110 su 110 cum laude e menzione della tesi dal titolo “La prova scientifica nel procedimento penale: il punto sull’analisi del Dna”. Una tesi interdisciplinare che interessa, da un lato, la procedura penale e, dall’altro, la genetica forense. Antonio Polizzi ha avuto come relatrice Lucia Parlato, docente di Diritto processuale penale presso l’Università degli studi di Palermo e come correlatore Gregorio Seidita, docente di genetica medica e forense presso l’Università degli Studi di Palermo, chee svolge anche incarichi di perito e consulente tecnico nei processi penali. Al neo dottore abbiamo chiesto la sua testimonianza.

Cosa vuol dire essersi laureato in una condizione così singolare, come sta avvenendo, da febbraio a questa parte, prima al nord Italia e adesso anche in Sicilia?
“Laurearsi da casa è stato intanto decisamente inconsueto. Posso dire, interpretando probabilmente il pensiero di molti studenti che, come me, si sono trovati nella medesima situazione, che non era quello che sognavo al termine di cinque anni di studio intenso e di importanti rinunce. Nondimeno, ritengo che si tratti di un piccolo sacrificio imposto da una situazione indubbiamente complessa a fronte degli encomiabili sforzi che stanno effettuando gli operatori sanitari e le forze dell’ordine, soprattutto nelle regioni del nostro paese maggiormente colpite dal virus. Il mio pensiero va, quindi, soprattutto a loro. Per quanto riguarda le lauree e lezioni online, penso che sia il modo con cui, per certi versi, noi studenti possiamo dare il nostro contributo, continuando a fare il nostro dovere. Detto questo, questa modalità di laurea del tutto innovativa mi ha consentito comunque di avvertire ancora di più l’affetto dei miei cari che si sono riuniti attorno a me per supportarmi e vivere insieme uno dei traguardi più importanti nel mio percorso di realizzazione personale. I momenti precedenti al collegamento in videoconferenza sono stati molto concitati: la paura era quella che la connessione non reggesse, e questo si aggiungeva, peraltro, al timore di affrontare qualcosa a me del tutto nuova. Nella mia carriera universitaria ho sostenuto, infatti, ben 31 esami, ma mai mi era capitato di farlo telematicamente, eppure il destino mi ha riservato questa sorpresa proprio con riferimento all’ultimo e più importante degli stessi, cioè l’esame di laurea”.

Come si è svolta la discussione della tesi?
“La discussione si è comunque svolta in maniera molto ordinata e professionale: la presidente di commissione, Laura Lorello, docente di Diritto Costituzionale, presente nell’Aula Magna della Facoltà di giurisprudenza e coadiuvata dai tecnici e dal personale amministrativo, ha provveduto alla divisione di noi candidati, collegati tramite una piattaforma online in tre gruppi. In ordine, i candidati di ogni gruppo hanno discusso con il proprio relatore il loro elaborato e al termine delle discussioni di ogni gruppo, si procedeva alla proclamazione. Io sono stato il 18esimo e la mia discussione si è svolta nel tardo pomeriggio, seguita dalla proclamazione avvenuta quasi a ora di cena. L’attesa ha destato in me un po’ di preoccupazione che, però, è cessata fortunatamente al momento del collegamento con i membri della commissione. Ho avuto a disposizione circa 10 minuti per delineare i tratti principali del mio lavoro, cui è seguita una domanda da parte del mio correlatore. Il momento della proclamazione, nonostante l’inconsueta modalità, è stato davvero emozionante, soprattutto per l’inaspettato riconoscimento che si è aggiunto alla lode accademica. Immediatamente dopo aver ringraziato i membri della commissione, sono stato letteralmente “assaltato” dai pochissimi presenti nella stanza. I miei genitori mi hanno incoronato con la tipica corona di alloro e abbiamo poi brindato per il lieto evento. Voglio rivolgere un sentito ringraziamento all’Università di Palermo che si è dimostrata pronta nell’adottare delle misure adeguate alla situazione, permettendomi di conseguire il tanto atteso titolo. Desidero, inoltre, ringraziare soprattutto i miei due relatori, due docenti dalle indiscusse qualità umane, oltre che professionali che, nonostante la complessità del momento, mi hanno seguito e, soprattutto, rassicurato costantemente, persino nel corso della mattinata fatidica, momento in cui ho testato con loro la qualità del collegamento in vista del colloquio pomeridiano con la commissione. Posso, quindi, ritenermi decisamente soddisfatto, tanto per il servizio che l’università ha reso, quanto, ovviamente, per il risultato personale conseguito. Tuttavia il mio unico rammarico è rappresentato dal fatto che la mia ragazza e i miei parenti, che tanto desideravano condividere con me quest’importante traguardo, non hanno potuto presenziare all’evento. A risollevare il mio morale interviene, però, la promessa, formulata dal nostro Rettore, che ha comunicato a tutti i laureandi lo svolgimento di una seconda proclamazione “fisica” in facoltà alla presenza di amici e parenti. Sarà quello il momento in cui potrò veramente gioire a pieno del mio traguardo e festeggiarlo insieme a tutta la mia famiglia, alla persona che amo, ai miei amici e colleghi, dai quali comunque ho ricevuto in questi giorni tanto affetto e vicinanza. L’arrivo di questo giorno non è atteso con ansia solamente da me, in quanto mi permetterà di abbracciare letteralmente i miei affetti più cari, ma anche da tutti gli italiani perché segnerà, nello stesso tempo, la fine dell’incubo che ha sconvolto e, per qualche tempo sconvolgerà ancora, il nostro grande Paese. Sono convinto che questo giorno arriverà presto e che, uniti, riusciremo a debellare questo subdolo nemico”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Penso di presentare domanda per svolgere un tirocinio della durata di 18 mesi presso la Suprema Corte di Cassazione, titolo che mi consentirà di partecipare direttamente al concorso per accedere in Magistratura. Il mio sogno è, infatti, quello di diventare Pubblico Ministero”.

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