Termini Imerese nuovo polo industriale sanitario, la proposta di Burrafato

Redazione

Politica - Area industriale

Termini Imerese nuovo polo industriale sanitario, la proposta di Burrafato
"Riutilizzare parte del nostro sito industriale per produrre quei presidi medici la cui mancanza sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario"

Termini Imerese nuovo polo industriale sanitario, la proposta di Burrafato

17 Marzo 2020 - 10:52

“E’ possibile creare un polo industriale sanitario in Italia? Il luogo c’è: Termini Imerese, sulla costa nord occidentale della Sicilia” ne è convito l’ex sindaco della cittadina palermitana Totò Burrafato. “Di fronte alla pandemia del Covid2019 – che sta colpendo in maniera durissima il nostro Paese – la classe politica dovrebbe dare sfoggio di immaginazione, per trasformare le crisi in opportunità. Al nostro Paese mancano le mascherine, i ventilatori per i reparti di terapia intensiva e tutti quei presidi sanitari, necessari per salvare le vite di chi si ammala gravemente e per far sì che il personale medico e paramedico possa lavorare senza rischio di contagio. Esiste un luogo in Italia dove è possibile far partire, in tempi celeri, questa produzione?” Il nostro Paese ha quasi del tutto rinunciato a questo modello di industria. In centro e Nord Italia resistono delle imprese che comunque non sono in grado di assolvere alla richiesta di questa emergenza. Servono nuove industrie. Dove farle?

Ebbene, secondo Totò Burrafato, già sindaco della città di Termini Imerese – che ha lanciato questa proposta da facebook – è possibile lavorare ad un immediato riutilizzo di parte di quel sito industriale per la produzione di ciò che più oggi ci serve. La storia del polo industriale siciliano risale agli anni Cinquanta del secolo scorso, con la crescita di impianti del settore meccanico e chimico. Il primo insediamento è stato quello della Centrale Enel, a cui sono seguiti gli stabilimenti Fiat e alcune aziende del settore chimico che rappresentano un rilevante indotto. Oggi, si tratta in gran parte di archeologica industriale. Ma i capannoni sono lì, le reti di collegamento: treni e interporto, sono perfettamente agibili. E c’è pure una consistente quota di manodopera specializzata pronta a mettersi al lavoro. Negli anni, Stato ed enti locali hanno investito centinaia di milioni per tentare il rilancio di quella zona industriale. Si tratta, quindi, di una zona già interconnessa, che con piccoli investimenti potrebbe far partire una produzione nel settore sanitario. Quella di Burrafato può sembrare la provocazione da parte di chi ha amministrato quel territorio e ha dovuto confrontarsi con la crisi sistemica di quell’indotto. Ma creare delle linee produttive a tamburo battente, potendo già contare su sito, reti e infrastrutture, è davvero così difficile? A rigor di logica, no. Ed il miglior testimone di questa possibilità è proprio quel Domenico Arcuri, oggi commissario per l’emergenza coronavirus. Dalla tolda di comando di Invitalia, è stato lo stesso Arcuri a dare il via libera ad alcuni progetti per Termini Imerese. Arcuri conosce bene le caratteristiche del sito industriale, il suo livello di interconnessione con il territorio e la possibilità di farvi attecchire start up. E non è certamente un caso che nel recente passato, anche aziende specializzate del settore sanitario avevano già fatto richieste di accedere a quella zona industriale.

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