Dipendente denunciò 3 consiglieri per diffamazione: il Gip archivia

Redazione

Cronaca - Isnello

Dipendente denunciò 3 consiglieri per diffamazione: il Gip archivia
Archiviata la richiesta di diffamazione voluta da Angela Di Martino, dipendente comunale di Isnello nei confronti di tre consiglieri di minoranza del borgo

Dipendente denunciò 3 consiglieri per diffamazione: il Gip archivia

18 Luglio 2020 - 10:22

E’ stata archiviata la richiesta di diffamazione voluta da Angela Di Martino, dipendente comunale di Isnello nei confronti di tre consiglieri di minoranza del borgo madonita. Maria Grisanti, Maria Mogavero e Carmelina Pintavalle erano stati denunciati dalla dipendente comunale dopo che avevano affisso per le vie del borgo alcuni volantini che raccontavano un episodio in cui era protagonista la dipendente comunale. Era il 14 luglio del 2019. Nel volantino i tre dipendenti denunciavano l’incremento orario della dipendente che tra l’altro è suocera del vicesindaco Antonio Carollo, anche assessore al personale, passando da 18 a 30 ore.

Secondo i tre consiglieri comunali si palesava un privilegio nei riguardi della stessa (fatto di per sé non etico e scorretto) e anche una irregolarità procedurale. I tre erano stati chiamati a spiegare il loro gesto nel corso di un consiglio comunale straordinario e poi convocati in caserma, dai carabinier, per il verbale di identificazione a seguito querela proposta proprio dalla Di Martino per le ipotesi di reato di Diffamazione a mezzo stampa. “La signora Di Martino nel suo esposto-denuncia-querela affermava che le espressioni usate nel volantino del 14 luglio 2019 al pari delle affermazioni fatte nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Isnello del 22 luglio 2019 sono altamente lesive del suo onore e pertanto deve ritenersi integrato il reato di diffamazione e sporge formale denuncia e querela, affinché siano perseguite e punite ai sensi di legge”, raccontano i consiglieri che proseguono: “L’unica nostra colpa o dovere istituzionale, come già abbiamo affermato in quella seduta del Consiglio Comunale, era stato quella di aver richiesto la verifica di ipotesi di irregolarità procedurali all’Assessorato competente a fronte di una scelta operata dall’amministrazione che di fatto su 43 dipendenti incrementava l’orario di lavoro da 18 a 30 ore ad una sola dipendente casualmente suocera del vice sindaco nonché assessore al personale del Comune di Isnello”.

Il Pm della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese ha indirizzato al Giudice per le indagini preliminari lo scorso 13 ottobre 2019 la richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato per le seguenti motivazioni: “Dalla lettura del volantino non emerge alcun carattere diffamatorio, ma appare meramente critico nei confronti dell’operato dell’amministrazione comunale poiché riporta, in modo descrittivo, quanto stabilito dal Comune di Isnello, nell’apposita delibera, rispetto all’incremento orario lavorativo della Di Martino. Infatti, le odierne indagate non trascendono in gratuite espressioni lesive della personalità della Di Martino, ma si limitano a contestare la posizione dell’amministrazione comunale rispetto alla prestazione lavorativa della Di Martino”.

Il gip, lo scorso 7 febbraio 2020, letta la richiesta di archiviazione e condividendo le argomentazioni nella stessa sviluppate, attesa l’infondatezza della notizia di reato, ha disposto l’archiviazione del procedimento con restituzione degli atti al Pm. “Alla luce della lettura della sentenza il fatto è stato ritenuto sussistente e quindi per tale ragione è stato ritenuto fondato il diritto di critica e di denuncia di fatti ritenuti poco chiari e comunque eticamente scorretti – dicono i consiglieri – Oggi chiediamo noi al signor Sindaco una seduta straordinaria di Consiglio comunale con la presenza della signora Di Martino per ricevere e non per chiedere scuse. Inoltre chiediamo, alla luce di quanto accaduto, per ragioni etiche, di correttezza e di rispetto verso i cittadini di Isnello, le dimissioni del Vice Sindaco e assessore al personale Antonio Carollo. Ora, dopo aver consultato i nostri legali, ci riserviamo di procedere a querelare la signora Di Martino per il danno di immagine arrecato alle stesse e per aver cercato di intimorirle nell’espletamento delle proprie funzioni istituzionali”.

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