Nuovo capitolo nella vicenda politica e amministrativa che da mesi interessa il Comune di Alimena e la questione delle surroghe dei consiglieri comunali dimissionari. Con un’ordinanza depositata l’11 giugno, il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai consiglieri Di Gangi, Macaddino e Geraci, che chiedevano un intervento del giudice per ottenere la surroga della consigliera Maddalena Mascellino.
A dare notizia del provvedimento è stato il sindaco Giuseppe Scrivano, secondo il quale la decisione del Tar confermerebbe la correttezza dell’operato del commissario ad acta nominato dalla Regione Siciliana, che aveva proceduto alla surroga di un solo consigliere senza sostituire la consigliera Mascellino.
La vicenda nasce dal ricorso promosso dal Comune contro la nomina del commissario regionale incaricato di procedere alle surroghe. In una fase precedente, il Tar aveva già respinto la richiesta di sospendere l’attività del commissario, consentendogli quindi di proseguire nel proprio incarico. Successivamente alcuni consiglieri di opposizione avevano chiesto al tribunale di ordinare al commissario di completare tutte le surroghe previste. Il Tar, però, ha ritenuto che tale richiesta fosse stata presentata attraverso uno strumento processuale non corretto.
In sostanza, il tribunale non è entrato nel merito della questione politica o amministrativa relativa alle surroghe. Ha semplicemente stabilito che non era possibile utilizzare quella specifica procedura per ottenere un ordine nei confronti del commissario, poiché la precedente ordinanza del Tar si era limitata a respingere una richiesta di sospensione senza imporre alcun obbligo operativo.
Nel frattempo, la Regione Siciliana aveva chiarito che le dimissioni della consigliera Maddalena Mascellino, trasmesse tramite Pec, non avevano prodotto effetti giuridici. Per questo motivo il commissario aveva proceduto esclusivamente alla surroga della consigliera D’Anna con Scelfo, lasciando invariata la posizione di Mascellino.
L’ordinanza del Tar conclude quindi con la dichiarazione di inammissibilità dell’istanza e con la compensazione delle spese tra le parti. La vicenda, tuttavia, potrebbe non essere conclusa. Secondo quanto emerge dalla decisione, eventuali contestazioni sugli atti successivi dovranno essere affrontate attraverso nuovi ricorsi ordinari, e non tramite la procedura utilizzata in questo caso dai consiglieri ricorrenti.




